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Il caso

Perseguita e abusa della figlia, braccialetto elettronico e divieto di avvicinamento per il padre 61enne

Perseguita e abusa della figlia, braccialetto elettronico e divieto di avvicinamento per il padre 61enne

La misura cautelare è stata emessa dai carabinieri di Castelnovo Monti nei confronti del pensionato

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Castelnovo Monti Cinquecento metri di distanza minima dalla vittima e l'obbligo di indossare il braccialetto elettronico. È la misura cautelare eseguita ieri dai carabinieri di Castelnovo Monti nei confronti di un pensionato di 61 anni, accusato di atti persecutori, violenza sessuale e violenza privata ai danni della figlia, oggi maggiorenne. Il provvedimento, emesso dal Tribunale del Riesame di Bologna, è diventato esecutivo dopo che la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'uomo, confermando l'appello presentato dalla Procura di Reggio Emilia (guidata dal procuratore Calogero Gaetano Paci). In prima battuta, infatti, il Gip reggiano aveva negato la misura ritenendo insufficienti gli indizi, decisione poi ribaltata dai giudici di Bologna e ora blindata dagli ermellini.

I precedenti e i nuovi agguati alla fermata del bus

La vicenda affonda le radici in un passato drammatico. Il 61enne è già a processo davanti al tribunale collegiale di Reggio per presunti abusi sessuali commessi sulla stessa figlia quando era ancora minorenne, reato per il quale era già stato privato della potestà genitoriale. Nonostante i divieti e il processo in corso, nel 2025 l'uomo avrebbe ripreso a perseguitare la ragazza, conoscendone gli spostamenti. In due occasioni si è appostato alla fermata dell'autobus che la giovane utilizzava per andare a scuola. Il primo episodio è avvenuto proprio il giorno del 18° compleanno della ragazza: il padre l'ha sorpresa, le ha fatto pesanti apprezzamenti fisici e, davanti al rifiuto della giovane (rimasta sotto choc), l'ha trattenuta con la forza per abbracciarla. Poi, usando la scusa di farle vedere il cane di famiglia, l'ha convinta a seguirlo in auto nel parcheggio di un bar, dove le ha consegnato del denaro intimandole di non raccontare nulla a nessuno. In quel frangente, secondo l'accusa, l'avrebbe costretta a subire due baci sul collo e sulla guancia, condotta che i giudici del Riesame hanno qualificato come violenza sessuale (nella forma attenuata).

I tentativi di condizionare il processo

Nel secondo episodio, l'uomo si è presentato nuovamente alla fermata del bus tentando di consegnarle 200 euro. Al rifiuto della ragazza, le ha sbarrato la strada correndole incontro per bloccarla. Solo le urla della giovane, che hanno attirato l'attenzione di un passante, lo hanno convinto a desistere. Per il Tribunale del Riesame di Bologna non si è trattato di tentativi di riavvicinamento affettivo o di sostegno economico, ma di una "chiara e subdola finalità": cercare di accattivarsi la benevolenza della figlia a ridosso di una sua imminente e delicatissima testimonianza in tribunale per i vecchi abusi subiti da bambina. Le indagini preliminari sono tuttora in corso per gli ultimi approfondimenti investigativi.

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