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Fa il saluto romano al presidio di Modena dopo la strage in via Emilia: 22enne accusato di apologia del fascismo

Ambra Prati
Fa il saluto romano al presidio di Modena dopo la strage in via Emilia: 22enne accusato di apologia del fascismo

Secondo gli inquirenti mentre risuonava il brano “La leggenda del Piave” avrebbe «compiuto pubblicamente manifestazioni usuali del disciolto partito fascista»

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Ha fatto il saluto romano durante una manifestazione a Modena per la strage in via Emilia. Ora un giovane di 22 anni residente a Sant’Ilario ha ricevuto l’avviso di conclusioni delle indagini: è accusato – insieme ad altri – di apologia del fascismo. La vicenda è accaduta sull’onda del terribile gesto di Salim El Koudri, 31enne cittadino italiano residente a Ravarino, che ha lanciato la propria auto volontariamente contro i passanti, travolgendone otto (due gravi) per poi accoltellare un uomo che cercava di fermarlo. Il 31enne, con problemi psichiatrici, si trova tuttora in carcere per i reati di strage e lesioni aggravate. Dopo l’accaduto a Modena si sono svolte manifestazioni e contromanifestazioni: il 17 maggio ad applaudire il sindaco Massimo Mezzetti c’erano ben 5mila persone, il 20 maggio la calata del leader di Forza Nuova Roberto Fiore, il 24 maggio – in una città blindata, tra strade chiuse e clima teso – in contemporanea in viale Caduti in Guerra si sono svolti un corteo antifascista organizzato dai collettivi di sinistra in viale Reiter, infine un raduno sotto le tribune del parco Novi Sad promosso dall’ex pugile noto per le sue ronde antimigranti Frank Mascia. A quest’ultimo presidio denominato “Modena si rialza” hanno partecipato un’ottantina di persone, tra le quali il 22enne santilariese, sceso in piazza insieme ad altri amici. Tutti i manifestanti sono stati filmati dalle telecamere e tenuti d’occhio da agenti in borghese della Digos della questura. Ora le procedure di identificazione sono state chiuse e il 22enne ha ricevuto l’avviso di garanzia; secondo gli inquirenti mentre risuonava il brano “La leggenda del Piave” avrebbe «compiuto pubblicamente manifestazioni usuali del disciolto partito fascista». Da qui l’accusa di apologia del fascismo in base all’articolo 5 della cosiddetta legge Scelba del 1952, punibile con la reclusione fino a tre anni. Il giovane si è affidato all’avvocato difensore Gianluca Tirelli. Occorre sottolineare che la questione è dibattuta: in Italia l’apologia del fascismo è reato, ma con confini precisi. E secondo la recente giurisprudenza il saluto romano è punito penalmente quando costituisce una minaccia concreta di riorganizzazione del partito fascista.

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