Omicidio di Morsiano, Chesi condannato a otto anni e due mesi per l’omicidio del vicino di casa Stefano Daveti
Si è concluso il processo con il rito abbreviato: la pena include lo sconto di un terzo
Villa Minozzo ll giudice Luca Ramponi ha condannato a otto anni e due mesi di reclusione il 51 enne Cristian Chesi, difeso dall’avvocato Noris Bucchi, per l'omicidio del 63enne Stefano Daveti, avvenuto il 24 giugno 2024 a Morsiano di Villa Minozzo.
Daveti, originario di La Spezia, si era trasferito sull’Appennino reggiano. Il 21 giugno 2024 ebbe una discussione con Emore Chesi, suo vicino di casa, davanti all’abitazione. Poi venne aggredito a sprangate da Cristian Chesi (figlio di Emore) mentre si trovava in camera da letto, nudo, con la radio a tutto volume: nessun segno di colluttazione o di difesa. L’allarme venne dato in serata: Daveti venne ricoverato a Parma e morì dopo tre giorni di agonia.
Il processo si è svolto in rito abbreviato dopo che anche la Cassazione aveva riconosciuto non sussistenti le aggravanti a carico dell'imputato. Il pubblico ministero Maria Rita Pantani aveva chiesto il doppio della pena: 23 anni, che scontati di un terzo per la scelta del rito portano 15 anni e quattro mesi di carcere.
L’udienza di stamattina, lunedì 22 giugno, è durata oltre cinque ore. L’imputato ha confessato piangendo l’omicidio, esprimendo dispiacere per la vittima e prendendosi le responsabilità. Il padre Emore, 70 anni, è anch'egli indagato per concorso in omicidio ma la posizione è in un fascicolo parallelo. Tra le attenuanti riconosciute c'è quella relativa allo stato d'ira causato nell'imputato da una precedente lite con la vittima. I due fratelli di Stefano Daveti si erano costituite parti civili: prima dell’udienza sono stati risarciti e sono quindi usciti dal processo.
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