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Il lutto

Il camionista morto nello schianto in A1: «Giuseppe aveva un cuore d’oro». Lascia due figli di 4 e 3 anni

Serena Arbizzi
Il camionista morto nello schianto in A1: «Giuseppe aveva un cuore d’oro». Lascia due figli di 4 e 3 anni

Il 37enne abitava a Carpi, era stato titolare della pizzeria Regina Margherita di via Remesina. I funerali a Napoli

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Correggio «Giuseppe era una persona meravigliosa, aveva un cuore d’oro. Si dava da fare per aiutare tutti. Non possiamo ancora credere alla tragedia che è capitata a tutti i noi». È comprensibilmente distrutta dal dolore Mitran Mihaela Giorgiana, 37 anni, moglie di Giuseppe Esposito, con il quale ha avuto una bambina e un bambino di 4 e di 3 anni. Esposito era nato a Correggio e abitava a Carpi, dov’era conosciutissimo perché per anni era stato titolare della pizzeria Regina Margherita di via Remesina. Da oltre un anno, il 36enne faceva il camionista e da appena una settimana aveva cambiato azienda.

 

Esposito ha perso la vita alle 3 della notte fra sabato e domenica in un tragico incidente stradale lungo l’A1, all’altezza dell’uscita di Sasso Marconi, nel Bolognese. Stava guidando il camion verso Napoli, dove doveva consegnare il carico di carcasse animali per conto dell’azienda partenopea per la quale aveva da pochi giorni preso servizio. Per cause che verranno chiarite dalla polizia stradale di Bologna, il mezzo ha impattato contro uno spartitraffico. Sul posto è intervenuto il personale sanitario del 118, insieme ai vigili del fuoco di Pianoro e Casalecchio, ma per l’autista non c’è stato nulla da fare. Il 36enne è morto sul colpo. Stando alle prime ricostruzioni della dinamica dell’incidente l’autista non si sarebbe accorto di una deviazione, regolarmente segnalata, che spostava la carreggiata verso destra. Per questo motivo il suo camion è andato a sbattere contro il new jersey, ribaltandosi su un lato. In particolare, la cabina del camion si è schiantata violentemente contro la parte metallica della barriera. «Serviranno giorni per fissare il funerale: attualmente, il feretro si trova a Bologna, mentre le esequie verranno celebrate a Napoli, città di cui era originario – rivela la moglie –. Giuseppe aiutava tutti. Andava in ospedale a portare le pizze gratuitamente a chi aveva bisogno, anche alla stazione di Milano, per Natale. Era un grande lavoratore. Da un anno e mezzo faceva il camionista, ha preso la patente per guidare il mezzo pesante. Poi è successa questa tragedia per cui non ci sono parole». «Io e lui ci siamo amati tantissimo, abbiamo avuto anche delle difficoltà, ma ci siamo amati – aggiunge Mihaela –. Lui era arrivato per salutare la nostra bambina prima dell’incidente. Poi era partito per il viaggio verso Napoli e il fatto è successo alle 3 di notte. Aveva appena cambiato lavoro da una settimana iniziando il servizio per una ditta di Napoli». La morte di Giuseppe Esposito ha lasciato sgomenti tanti che lo conoscevano. «Era un lavoratore instancabile, mi dispiace molto per quanto gli è successo e la tragedia di cui è rimasto vittima – afferma l’amico carpigiano Antonio Russo –. Ricordo anche le sue qualità come pizzaiolo. La sua pizza era davvero molto buona». l © RIPRODUZIONE RISERVATA

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