«Lavoravo nelle ferrovie, ho deciso di cambiare vita». E apre l’agriturismo Cà Brusca a Gavasseto
Reggio Emilia: Carlo Bursi con la moglie Caterina ha inaugurato la location di via Mazzelli: «Per la comunità apriremo anche il campo estivo»
Reggio Emilia «Vogliamo impegnarci per la comunità, fornendo dei servizi aggiuntivi per le famiglie come il campo estivo». A parlare sono Carlo e Caterina Bursi, reggiani doc e giovani genitori di due figlie, che hanno inaugurato il loro agriturismo a Gavasseto, denominata “Cà Brusca” in onore del lambrusco. Il taglio del nastro con buffet ha visto la presenza di ospiti illustri: l’assessore regionale all’Agricoltura Alessio Mammi, l’ex governatore Stefano Bonaccini e il presidente provinciale Coldiretti Matteo Franceschini. Tutti hanno fatto i migliori auguri a questa famiglia che «ha deciso di contribuire alla valorizzazione del proprio territorio» contraddistinto da un patrimonio naturalistico, decine di nidi di cicogne e una ricchezza data dai prodotti della terra. La location è in via Mazzelli 5/2, a pochi metri dalla parrocchia della frazione e di fianco alle abitazioni dei coniugi e del fratello di lui Dante, «che finora si occupava del vigneto e della produzione del latte per il Parmigiano-Reggiano, ora si è unito a noi in questa avventura. Io lavoravo del settore ferroviario, ho deciso di cambiare vita. L’idea è di coniugare la produzione agricola, ormai troppo poco redditizia, con una struttura polifunzionale: alloggio ristorante, centro congressi e così via».
Per far sorgere la struttura polifunzionale ci sono voluti due anni di lavori. Il rustico precedente – «dove si trovava il fienile e la stalla, era di proprietà dei nostri nonni» – è stato demolito e ricostruito ex novo nel rispetto della classica architettura padana (mattoni a vista anticati) ma con le moderne tecniche di isolamento termico e un’illuminazione ad hoc: all’interno ci sono cinque camere e una sala convegni che si presta a meeting aziendali, all’esterno tre distese attorniate da giardini curati che trasmettono serenità. A fianco c’è l’orto («da tempo vendiamo le cassette di verdura direttamente ai cittadini che le ordinano una volta la settimana»), 24 ettari di vigneto, 4 arnie per le api, 10 batterie di aceto balsamico e lo spaccio aziendale dei prodotti. «Miele, marmellata, formaggi e salumi, in parte fatti da noi e in parte da altre aziende locali a km0 – prosegue Carlo – L’intenzione, in futuro, è di occuparci anche della trasformazione del nostro grano per pasta e biscotti». «Il ristorante con le nostre proposte aprirà a cena, per ora due volte a settimana, così come due volte a settimana ci saranno serate musicali e animazione». Senza dimenticare i servizi per la comunità. «Di certo partirà un campo estivo per bambini, che a Gavasseto manca: quello parrocchiale dura due settimane e termina a giugno, occorre agevolare le famiglie. Qui ci sono il fontanile dell’Ariolo e decine di nidi delle cicogne, i bimbi possono fare tante attività. Stiamo valutando altre forme di collaborazione con i residenti». Le prime prenotazioni sono già arrivate. «Si tratta di lavoratori di grandi aziende a Reggio per lavoro e gruppi di rider. L’agriturismo è l’ideale per famiglie straniere in visita alla via matildica». Tra i desiderata dei Bursi c’è una precisa richiesta all’amministrazione comunale. «Serve una pista ciclabile che colleghi con il centro. Via Comparoni, teatro di numerosi incidenti, è troppo pericolosa». © RIPRODUZIONE RISERVATA
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