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Il caso

Rubano la borsa a due anziani. «Costretti a contrattare coi ladri un’ora al telefono per riaverla»

Daniela Aliu
Rubano la borsa a due anziani. «Costretti a contrattare coi ladri un’ora al telefono per riaverla»

Bibbiano: la coppia ha chiamato il telefonino rimasto dentro, i malviventi hanno risposto. «Ci serve il denaro per il fumo». Poi gliela fanno ritrovare con dentro i documenti ma senza soldi

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Bibbiano Un’ora al telefono con i ladri, che si spacciano pure per carabinieri, per avere indietro la borsa. È successo nei giorni scorsi, a una coppia di anziani di 75 e 80 anni, residenti a Bibbiano, derubati della borsa della signora nel parcheggio dell’ospedale Franchini. Marito e moglie si erano recati lì perché l’uomo doveva sottoporsi a una radiografia a un braccio. Terminata la visita, verso le 13, i due sono tornati verso il parcheggio e sono saliti in auto. La moglie che guidava, ha appoggiato la borsa dietro, mentre il marito era già salito a bordo di fianco a lei. «Quando siamo arrivati al supermercato Coop di Montecchio, ci siamo accorti che la borsa era sparita. Ci siamo guardati negli occhi increduli – racconta l’uomo –. Insomma, la borsa non c’era. Sono riusciti a prenderla nonostante eravamo in due. La caserma a quell’ora era chiusa, perciò con il mio telefono che avevo in tasca, abbiamo pensato di chiamare l’altro telefono di mia moglie, che era nella borsa. Anche perché lì dentro c’erano anche le chiavi e senza non potevamo entrare in casa».

Inizia così una giornata di tormento, in mezzo al caldo, per i due anziani derubati in pieno giorno. «Abbiamo deciso di provare a chiamare e al telefono di mia moglie risponde un uomo, giovane di età e con un italiano perfetto – racconta ancora l’anziano –. Ci dice che sono carabinieri». I finti militari raccontano di aver trovato la borsa, ma che non possono restituirla perché cercano i ladri: “Uno di loro l’abbiamo preso, cerchiamo il complice”, dice il ladro al telefono continuando raggirare gli anziani. Dopo una trentina di minuti la coppia derubata chiede di poter almeno avere indietro la borsa con i documenti, il telefoni e i medicinali e, soprattutto, le chiavi di casa. «Quando lo abbiamo fatto, il ladro ha insistito nel volere il pin della carta prepagata – continua l’anziano –. A questo punto io e mia moglie abbiamo capito: non erano carabinieri, ma i veri ladri. Allora abbiamo detto loro di prendere i soldi in contanti (250 euro) che ci servivano per la spesa, e i 35 euro rimasti nella carta prepagata. Solo per avere indietro la borsa con documenti e chiavi di casa».

Stanchi e stremati, i due anziani, lui con il braccio ingessato, rimasti sotto al solo per un’ora, alla fine chiedono: «Ma perché rubate? Noi non abbiamo niente, eravamo a Montecchio per fare una visita?». Il ladro li risponde: «Noi abbiamo bisogni di fumo. Con i contanti possiamo comprare il fumo che vogliamo». A quel punto i due ladri mandano sul cellulare del pensionato la mappa esatta dove avrebbero lasciato la borsa. Così, verso le 14, la coppia si reca a Cavriago (zona stazione): secondo la mappa inviata la borsa si trovava su un cassonetto della carta. E lì l’hanno ritrovata. «Finalmente recuperiamo la borsa con le chiavi di casa e documenti – prosegue l’uomo alle battute finali del racconto –. I contanti erano spariti, ma eravamo contenti così. Dopo un’oretta li abbiamo convinti e abbiamo riavuto la borsa. Erano convincenti, i ladri, usavano i termini dei carabinieri, il linguaggio dell’Arma. All’inizio ci hanno davvero confusi. Racconto la storia perché sia di aiuto agli altri. Siamo davvero arrivati alla frutta, contrattare e pagare, per aver indietro la tua roba», conclude.  © RIPRODUZIONE RISERVATA

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