«Scusa, anche io ho una madre». Le parole del rapinatore alla farmacista. L’assalto in quattro giovanissimi
Reggio Emilia: le immagini di video sorveglianza riprendono l’assalto armati di pistola e coltello. Il titolare: «Questo non è più un quartiere tranquillo»
Reggio Emilia «La cosa sconvolgente è che erano giovanissimi. Un paio non avranno avuto più di 14 anni».
La testimonianza
Il giorno dopo la rapina alla Farmacia Coviolo il dottor Angelo Menghini racconta così dell’assalto, pochi minuti prima della chiusura martedì sera, dei quattro banditi che a volto coperto hanno fatto irruzione armati di pistola e coltello. Dentro c’erano rimasti solo lui e la figlia. Il bottino è di poche centinaia di euro. «Una giornata non particolarmente affollata» confida il farmacista. Le rapine all’ora della chiusura sono da manuale - il cassetto della cassa contiene di norma l’incasso della giornata - ma a fare specie, stavolta, non è tanto la rapina in sé, quando chi l’ha commessa. «Sono arrivati a piedi, il volto coperto da mascherine e bandane, in testa cappellini e cappucci. Come se niente fosse, come se fosse una cosa normale sono entrati. E allo stesso modo hanno fatto quando sono entrati» spiega il farmacista.
A “condurre” uno del quartetto. «Con tono calmo ci ha detto: “Tranquilli, tranquilli. Dateci i soldi e basta”» prosegue il racconto. Uno, quello che impugnava la pistola, indossava una felpa nera della Juventus, e aveva il volto coperto da una mascherina. Gli altri cappuccio in testa e bandana sul viso indossavano a loro volta maglie sportive, uno quella della Nazionale: il numero 9 di Balotelli, un altro della Francia. Tra di loro un secondo ragazzo armato: impugnava un coltello. «Non saprei dire se la pistola era vera, penso di no, ma in quel momento non abbiamo potuto altro che dare loro il denaro» va avanti il farmacista. La figlia ha allungato loro i contanti, ma uno dei banditi si è fatto avanti per prendere anche le altre banconote che erano rimaste indietro nel cassetto. Inoltre, hanno preso tre scatole di Xanas in gocce.
«Grazie, arrivederci» dicono i banditi appena arraffato il bottino. Quello che guida l’azione si avvicina alla farmacista. «Si è avvicinato a mia figlia, le ha chiesto se ha figli. ha allungato la mano come per stringergliela...» racconta il farmacista. Le telecamere di sicurezza riprendono tutto e si sente il giovane che dice: «Scusa». E sembra di capire: «Anche io c’ho una madre e non sono cresciuto con mio padre». Fino alla fuga con un surreale: «Ciao, arrivederci, buona vita». «E come erano venuti, se ne sono andati a piedi» racconta ancora il farmacista.
Si tratta di quattro giovanissimi di origine straniera, forse magrebina. Le indagini dei carabinieri partono proprio dai filmati della videosorveglianza, che hanno immortalato istante per istante quella manciata di minuti in cui si è svolto tutto, mentre fuori il traffico di Coviolo in via Fratelli Rosselli ignaro continuava a transitare e nessun cliente è entrato. «Siamo qui dal 2017, è la prima volte che subiamo una rapina - spiega il dottor Menghini - Ma ultimamente le cose in questo quartiere sono peggiorate. Poco tempo fa una signora è stata rapinata della collana: sono stati due giovani in monopattino». E la città ne sa qualcosa di questi episodi perché di rapine con strappo ce ne sono state diverse nelle scorse settimane, culminate con tre arresti. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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