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La tragedia

Chi era Paolo Rioli, il meccanico travolto da un’auto al lavoro: «La sua vita ruotava attorno ai motori»

Nicolò Donati
Chi era Paolo Rioli, il meccanico travolto da un’auto al lavoro: «La sua vita ruotava attorno ai motori»

Il 45enne di Palagano morto alla River Car di Ponte Secchia, ucciso schiacciato dalla vettura che stava aggiustando

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Baiso Il dolore è ancora troppo forte per trovare parole capaci di spiegare una perdita che ha lasciato senza fiato un’intera comunità di Palagano. Paolo Rioli, il meccanico 45enne morto mentre stava lavorando a un’auto nell’officina River Car di Ponte Secchia, viene ricordato con affetto. La notizia della sua morte si è diffusa rapidamente mercoledì pomeriggio, lasciando sgomenti quanti lo conoscevano. Mentre proseguono gli accertamenti per chiarire l’esatta dinamica dell’incidente, la comunità si stringe attorno alla famiglia e ricorda un uomo che per molti rappresentava molto più di un amico. «Era lo zio dei miei figli, il figlio di mia mamma, il figlio maschio che mio padre non ha mai avuto. Per noi era tutto questo», Monia Paglia fatica a trattenere la commozione nel parlare di Paolo.  «Nella nostra comunità siamo tutti vicini, ma lui era di famiglia per me e per i miei cari. Era il fratello che non ho mai avuto».
 



Lo chiamavano affettuosamente “Paolino”, o “Pavlin” nel dialetto locale. Un soprannome che racconta il legame profondo con il paese: «Era sempre in tutte le feste – racconta Monia – dalla Sagra del Ciaccio alla festa Country di Savoniero, fino allo slalom rally. Era sempre in prima linea per il paese». Proprio in questi giorni stava collaborando all’organizzazione della Sagra del Ciaccio, uno degli appuntamenti più sentiti dell’estate palaganese. La sua vita ruotava attorno ai motori, passione trasformata anche in professione. «Erano la sua vita, sia nel lavoro che fuori. Seguiva il cugino nei rally e nello slalom, ha sempre amato il mondo dei fuoristrada», ricorda l’amica Monia. Dietro il sorriso e la disponibilità, Paolo aveva affrontato anche momenti difficili. Aveva perso il padre ad appena undici anni e alcuni anni fa era rimasto senza la madre.

Due ferite che avevano segnato profondamente la sua vita, senza però spegnere il suo carattere generoso e la sua voglia di esserci per gli altri. Monia lo descrive come «una persona disponibile per tutti, devota al lavoro e alle amicizie, un grande burlone, con i suoi pregi e i suoi difetti come tutti. Una grandissima persona». Per Monia, i ricordi più cari sono quelli condivisi con i suoi figli. «Ha sempre giocato con loro: era davvero lo zio dei miei bimbi». E l’ultima immagine custodita nel cuore è quella di pochi giorni fa: «L’ho visto domenica scorsa. Ci siamo abbracciati tanto. Quando veniva a casa mia lo sentivo gridare per le scale. Adesso non sentirò più le sue urla, ma sentirò ancora il suo amore». A ricordarlo è anche Graziano Albicini, consigliere comunale e amico di vecchia data. «È una grande perdita, quella di un ragazzo disponibile, buono e sempre coinvolto nell’associazionismo». Rioli era stato per anni responsabile del Palagano Fuoristrada, collaborando anche con la Polisportiva di Savoniero e con il gruppo dei Maestri Ciacciai Palaganesi. «Telefonava sempre dicendo: “Quando avete bisogno ci sono”. I messaggi con lui erano quasi quotidiani e in queste settimane, con l’avvicinarsi delle feste, ci vedevamo praticamente tutte le sere. È una tragedia inimmaginabile. Se ne vanno sempre i migliori».l © RIPRODUZIONE RISERVATA

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