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Il lutto

È morto a 88 anni Emanuele Filini, bibliofilo e instancabile narratore degli artisti reggiani

È morto a 88 anni Emanuele Filini, bibliofilo e instancabile narratore degli artisti reggiani

I funerali saranno celebrati domani, lunedì 29 giugno, alle ore 14: il corteo partirà dalla Casa Funeraria Croce Verde

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Reggio Emilia La città perde uno dei suoi più autorevoli conoscitori della storia dell'arte locale. È morto all'età di 88 anni Emanuele Filini, per tutti semplicemente "Filo": critico d'arte, bibliofilo, collezionista e instancabile studioso degli artisti reggiani. A darne il triste annuncio è stata la famiglia. I funerali saranno celebrati domani, lunedì 29 giugno, alle ore 14: il corteo partirà dalla Casa Funeraria Croce Verde, in via della Croce Verde 1, per raggiungere la chiesa del Cimitero Monumentale, dove sarà celebrata la messa.

Nato a Reggio Emilia nel 1938 e fisico di formazione, trovava nell’arte la sua vera vocazione. Per decenni ha studiato, raccontato e valorizzato il patrimonio artistico del territorio, diventando un punto di riferimento per studiosi, collezionisti e appassionati. Esperto di grafica antica e moderna, ha collaborato con giornali, riviste specializzate e cataloghi d'arte, dedicando gran parte della sua attività alla ricostruzione della storia degli artisti reggiani.

Tra le sue opere più importanti figurano "Incisori Reggiani 1801-1950”, pubblicato nel 1996 insieme a Corrado Rabotti e diventato un testo di riferimento per gli studiosi della grafica locale, la “Guida alla raccolta di pittori reggiani” e il “Dizionario degli artisti reggiani”, uscito nel 2003, repertorio biografico fondamentale per conoscere gli autori del territorio.

Per lungo tempo è stato anche uno dei collaboratori più apprezzati di Stampa Reggiana, dove ha curato la rubrica “Mettiamoci la faccia”.

Accanto all'impegno culturale, Filini partecipò anche alla vita politica cittadina. Mosse i primi passi nel Movimento Sociale Italiano e accompagnò poi il percorso che portò alla nascita di Alleanza Nazionale.

Tra i primi a ricordarlo c'è Marco Eboli, che ne ha tracciato un ritratto personale: «Per me Filo è stato un appassionato amante della vita, poliedrico nelle passioni, dall'arte al ballo». Eboli lo descrive come un uomo «elegante, garbato, ironico», ricordando anche la sua passione per il tango argentino e il ruolo svolto, con «spirito di servizio» e «grande capacità di mediazione», nella fase di transizione dal Movimento Sociale Italiano ad Alleanza Nazionale, quando accettò l'incarico di commissario provinciale. «Non sono un politico», amava ripetere, pur impegnandosi con dedizione nel ruolo che gli era stato affidato. «Alla vedova, ai figli Anna e Roberto, un forte abbraccio personale e di tutta la comunità politica e umana della destra reggiana, che indipendentemente dalle sigle partitiche, sento di interpretare nel comune dolore». 

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