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La tragedia

Incidente mortale in A14, resta gravissimo il bimbo di sei mesi sbalzato dal minivan a Borgo Panigale

Alice Tintorri
Incidente mortale in A14, resta gravissimo il bimbo di sei mesi sbalzato dal minivan a Borgo Panigale

Nel terribile schianto è morta la madre, Fatma Ghallab, di soli 24 anni. Ricoverati anche i fratellini della donna di 10 e 12 anni

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Reggio Emilia Sta ancora lottando per la vita il bimbo di appena sei mesi rimasto gravemente ferito nell’incidente stradale in cui sabato mattina (27 giugno) sua mamma, Fatma Ghallab, è morta a soli 24 anni. Il neonato, oggi ricoverato in rianimazione all’ospedale Maggiore di Bologna, nello schianto in A14, all’altezza di Borgo Panigale, è volato fuori del minivan su cui viaggiava in braccio alla mamma, con i nonni e gli zii di 10 e 12 anni. Il bambino è precipitato nella scarpata che costeggia l’autostrada, oltre il guard rail, per quattro metri.

Le sue condizioni sono apparse subito disperate e oggi la prognosi resta riservata. Il piccolo è ancora in pericolo di vita. A rimanere feriti sono stati anche il padre e la madre di Fatma, Abdel e Majid, di 55 e 48 anni, il fratellino di 10 anni e la sorellina di 12, che ha riportato una frattura all’osso del bacino. La famiglia, di origini egiziane, abita a Reggio Emilia da anni. Il papà, Abdel, lavora in città nel settore dell’edilizia. Fatma era stata l’ultima a raggiungere l’Italia, poco meno di un anno fa. Dopo essersi laureata alla facoltà di scienze della formazione dell’Università di Damanhur e aver frequentato un master alla Stanford Eg di Alessandria d’Egitto, la ragazza si era sposata con Eslam Mahdy.

Aveva scelto di tornare a Reggio Emilia, dove era già stata diverse volte per venire a trovare la famiglia, per dare alla luce il suo primo figlio. I parenti e gli amici della famiglia dalla giornata di sabato, quando hanno appreso dell’incidente, si trovano all’ospedale del capoluogo emiliano, uniti in questo momento tragico. «La figlia di mio zio, Fatima Abdel-Majid Ghallab, è tornata alla misericordia di Dio. Chiediamo a Dio che quello che l’ha colpita sia per lei un motivo di elevazione e di perdono dei peccati e che conceda a noi tutti la forza e la pazienza di accettare questo dolore immenso» ha scritto sui suoi canali social il cugino della ragazza, Ahmed Ghallab. l© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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