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La sentenza

Aggredirono un 60enne disabile a Boretto: due giovani assolti dalla rapina, condannati per il pestaggio

Ambra Prati
Aggredirono un 60enne disabile a Boretto: due giovani assolti dalla rapina, condannati per il pestaggio

Si è concluso così il processo a carico di due italiani, all’epoca 18enni, che insieme ad un altro giovane, presero a calci e pugni il pensionato

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Boretto Assolti dall’accusa di rapina pluriaggravata, condannati a un anno e un anno e dieci mesi per le lesioni personali (pena sospesa per entrambi). Si è concluso così il processo a carico di due italiani, all’epoca 18enni, protagonisti di una triste aggressione su un disabile 60enne non in grado di difendersi. In realtà gli aggressori erano tre, ma il terzo – un 19enne residente a Brescello  ha patteggiato in precedenza davanti al giudice per l’udienza preliminare, mentre gli altri due hanno preferito affrontare il dibattimento.

Il 30 aprile 2024 il trio incontra per strada a Boretto il disabile: il 19enne solleva una bicicletta e la scaglia addosso all’uomo, prendendolo a calci e pugni fino a farlo cadere a terra; i due complici lo imitano e infieriscono con calci e pugni finché il poveretto perde conoscenza. È a quel punto che il 19enne approfitta dell’uomo inerme per impossessarsi di un orologio marca Tudor modello "Fastrider Ducati Chromo" del valore di 3mila euro. L’orologio sarà poi trovato addosso al giovane (perciò ritenuto responsabile della rapina) dai carabinieri che, allertati da passanti esterrefatti, hanno bloccato il gruppo mentre stava fuggendo. Una violenza gratuita e particolarmente riprovevole, tanto che l’accusa ha contestato tra l’altro l’aggravante dello stato di incapacità di volere e di agire della persona offesa, cioè il 60enne che non si è costituito parte civile.

Ieri pomeriggio, al termine di una lunga istruttoria davanti al tribunale collegiale, il pm Francesco Rivabella (il titolare del fascicolo è il collega Dario Chiari) ha sottolineato la gravità dei fatti e ha chiesto tre anni e mezzo e tre anni per i due imputati, difesi rispettivamente dall’avvocato Vittorio Lauro Spagni e dall’avvocato Pasquale Muto. Il primo legale ha sostenuto l’assoluzione piena per entrambi i reati, il secondo ha chiesto l’assoluzione per la rapina e il minimo della pena per le lesioni personali. È questa la linea che è passata. Dopo essersi ritirati in camera di consiglio, il tribunale in composizione collegiale (presidente Cristina Beretti, a latere Giovanni Ghini e Michela Caputo) ha emesso la sentenza riconoscendo la responsabilità per il reato meno pesante delle botte. I difensori Spagni e Muto si sono dichiarati soddisfatti dell’esito processuale per i loro assistiti. l© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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