Gazzetta di Reggio

Reggio

Il caso

Maltrattamenti e minacce di morte alla moglie: braccialetto elettronico per un 43enne di Rubiera

Maltrattamenti e minacce di morte alla moglie: braccialetto elettronico per un 43enne di Rubiera

L’uomo avrebbe picchiato la donna anche mentre era incinta. Ora deve stare ad almeno 1 chilometro di distanza da lei

2 MINUTI DI LETTURA





Rubiera Per oltre due anni ha sottoposto la moglie a violenze fisiche, minacce di morte e continui soprusi, anche durante la gravidanza e in presenza della figlia minore. Per questo motivo un uomo di 43 anni, residente a Rubiera, è stato raggiunto da una misura cautelare che gli vieta di avvicinarsi alla donna e ai luoghi da lei abitualmente frequentati. Il provvedimento, disposto dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Reggio Emilia su richiesta della Procura, impone all'indagato di mantenere una distanza di almeno mille metri dalla vittima, vieta qualsiasi forma di comunicazione con la moglie e dispone l'applicazione del braccialetto elettronico.

L'inchiesta è partita dalla denuncia presentata dalla donna ai carabinieri di Rubiera. Secondo l'accusa, le violenze sono iniziate nel dicembre 2022 e sono proseguite con aggressioni, insulti, umiliazioni e un controllo costante sulla vita della moglie. In più occasioni l'uomo l'ha colpita con schiaffi e pugni, anche mentre era incinta, arrivando in un episodio a tentare di soffocarla con un cuscino. Le indagini ricostruiscono anche un contesto di continue intimidazioni. L'uomo impediva alla moglie di frequentare un corso di italiano, la costringeva a indossare il velo anche in casa e la minacciava se non rispettava le sue imposizioni.

Tra gli episodi contestati figurano alcune aggressioni avvenute nel 2023 durante la gravidanza. In una circostanza la donna, terrorizzata dalla presenza del marito durante una visita medica, ha riferito ai sanitari che le lesioni erano state provocate da una caduta accidentale. Dopo lo sfratto dall'abitazione familiare, l'uomo si è trasferito temporaneamente a Imola. Anche in quel periodo, secondo l'accusa, ha continuato a perseguitare la moglie, raggiungendola nei pressi della nuova sistemazione, minacciandola di morte e mimando il gesto dello sgozzamento. I carabinieri sono intervenuti dopo la richiesta di aiuto della donna.

Negli ultimi mesi il 43enne si è spostato all'estero, dove ha avviato un'attività lavorativa. Da lì, secondo gli investigatori, ha continuato a esercitare pressioni sulla moglie con telefonate e messaggi vocali dal contenuto minaccioso, annunciando il rientro in Italia per ucciderla e intimandole di non rivolgersi ai carabinieri. Referti medici, registrazioni audio e verbali degli interventi dei carabinieri hanno costituito il quadro indiziario raccolto dalla Procura, che ha chiesto e ottenuto la misura cautelare. La donna e la figlia si trovano attualmente in una struttura protetta.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google