Assoluzione di Vittorio Sgarbi: la Procura fa ricorso
Il giudice di primo grado ha assolto il critico dall’accusa di riciclaggio, ora il processo arriva in Appello
Reggio Emilia La Procura di Reggio Emilia, guidata da Calogero Gaetano Paci, ha presentato ricorso contro l’assoluzione del critico d’arte Vittorio Sgarbi.
La sentenza di primo grado era stata emessa dal giudice Luca Ramponi del tribunale di Reggio Emilia lo scorso 16 febbraio e Sgarbi era stato assolto dall’accusa di riciclaggio, “perché il fatto non costituisce reato”, per insufficienza di prove. Secondo l’accusa, sarebbe infatti avvenuta nel Reggiano l’alterazione del quadro “La cattura di Cristo”, di Rutilio Manetti (quadro provento di furto) con l’aggiunta della fiaccola ed ecco perché l’indagine è stata trasferita qui. Proprio nel Reggiano, infatti si sarebbe verificata l’alterazione del quadro, con l’introduzione della fiaccola, come raccontato dal pittore Lino Frongia agli inquirenti e alle telecamere di Report e al Fatto Quotidiano.
Il capo della Procura reggiana, Calogero Gaetano Paci chiede che la Corte d’appello di Bologna riforma la sentenza di primo grado e condanni Sgarbi.
In primo grado la Procura aveva chiesto una pena di 40 mesi.
Nell’appello presentato alla corte bolognese la Procura raccoglie dichiarazioni, contraddittorie fra loro, rispetto al ritrovamento del quadro, pronunciate dallo stesso Sgarbi nel corso di apparizioni televisive su emittenti nazionali. E vengono citati testimoni che smentiscono le dichiarazioni del critico d’arte.
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