Via Paradisi, il cane lasciato sulle scale tra zecche e sporcizia: «Nessuno interviene»
Reggio Emilia, i residenti della zona stazione parlano di «abbandono, rabbia e di paura», per una situazione ormai fuori controllo
Reggio Emilia Un cane con al collo una corda, abbandonato sul pianerottolo condominiale. Zecche, feci e urina lungo le scale. Un divano sporco che impedisce di entrare in ascensore. Accanto mozziconi di sigaretta, lattine vuote e sacchi di immondizia. Quello che accade fuori dai condomini e dalle abitazioni di via Paradisi e della zona stazione è noto alla città. Accade alla luce del sole. Meno noto è ciò che capita all’interno delle case. Nella quotidianità delle persone che il quartiere lo abitano da anni.
In via Paradisi la situazione è surreale. Le denunce, formali o informali, fanno parte della vita di tutti i giorni di chi ormai si è abituato ad esistere in uno stato di emergenza costante. Da un lato i tentativi di rigenerare il quartiere, da parte di quei cittadini onesti per i quali ogni giorno alle sette in punto suona la sveglia per andare a lavoro. Portici ridipinti, piante in vaso, iniziative per prendersi cura e riappropriarsi di uno spazio che nel tempo, più che casa, è diventato prigione. Dall’altro lo spaccio, la tossicodipendenza, gli incendi negli appartamenti e nei garage, le minacce, la sporcizia.
Lucia Battista, residente di via Paradisi che da tempo si è fatta portavoce del quartiere, parla di «rabbia, abbandono e paura». Una paura che si è accesa, ancor di più, dopo la morte di Raffaele Stipa, ucciso a coltellate nella sua pizzeria lunedì scorso. «Tutti sanno, ma nessuno fa niente. Deve capitare una tragedia prima che qualcuno si accorga di noi». Non una domanda, ma un’affermazione rassegnata. Le parole di Lucia Battista descrivono una realtà a cui pare impossibile potersi abituare. Invece ci si abitua a tutto, e la vita diventa sopravvivenza. «Nel nostro condominio entrano in continuazione persone senza dimora. Sappiamo i loro nomi, li sanno tutti. Ma qui non cambia mai niente. Il cane che ormai abita nel pianerottolo del nostro condominio appartiene a una di loro. È un animale trascurato, pieno di zecche. Urina sulle nostre scale. Non ha un guinzaglio, viene tirato con una corda».
Una situazione iniziata sette mesi fa che ancora non ha soluzione, nonostante le segnalazioni, ormai disperate, fatte dai residenti. «La proprietaria è una persona aggressiva, che abusa di alcol e droghe. Abbiamo paura e non sappiamo come fare. Ora che l’uomo che abita nell’appartamento in cui entra di solito è in ospedale, dorme sul pavimento dei garage. Davvero - conclude Lucia Battista - serve una tragedia perché qualcuno faccia qualcosa per noi?». l© RIPRODUZIONE RISERVATA
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