Doppio pestaggio di Santa Croce, in aula la confessione: «Sono stato io a sfregiare l'autista»
Klevis Hoxhaj, uno dei due aggressori, ammette di aver sfregato nel viso il 44enne autista della Til
Reggio Emilia Quando uno dei due imputati ha chiesto scusa, per l’ennesima volta, l’avvocato di parte civile Cinzia Barbetti (che tutela l’autista Til pestato) è insorta: «Ben vengano le scuse e il buon comportamento processuale, ma si tratta di ammissioni generiche. Il punto è un altro: le singole responsabilità. Chi ha commesso che cosa?». A quel punto Klevis Hoxhaj si è alzato e ha ammesso: «Sono stato io a sfregiarlo». Questo il colpo di scena dell’udienza di ieri (6 luglio) in tribunale a Reggio per il doppio pestaggio di Santa Croce.
Il 16 settembre scorso all’alba due passanti vengono presi di mira da due 26enni a bordo di una macchina, che scelgono i loro bersagli "a caso": i due prima puntano sul 44enne autista di Til che stava andando al lavoro a piedi in via Saragat, poi sul 36enne runner che faceva jogging in via Adua. Gli aggressori li mirano, tentano di investirli, poi scendono dall’auto e li pestano con calci e pugni; con un coccio di bottiglia sfregiano in viso l’autista, il più malridotto. Una violenza non a scopo di rapina e rimasta senza un perché, originata dalla noia secondo l’accusa. Dopo quindici giorni, grazie alle telecamere, i carabinieri arrestano i responsabili che si trovano in carcere da allora (rispettivamente a Bologna e a Modena): il 26enne dominicano Alberto Wilmer Portoreal Asencio (difeso dall’avvocato Helmut Bartolini), e l’albanese coetaneo Klevis Hoxhaj (difeso dall’avvocato Federico De Belvis), entrambi già noti alle forze dell’ordine.
Le parti civili sono l’avvocato Alessandro Occhinegro per il runner e Cinzia Barbetti per l’autista. Gli imputati sono accusati entrambi dei reati di sfregio permanente e di lesioni gravi e aggravate; il pm Maria Rita Pantani ha contestato lo sfregio - che da solo innalza la pena da 8 a 14 anni -, ma prima del rito abbreviato il gup Andrea Rat ha voluto eseguire degli approfondimenti. L’udienza di ieri (6 luglio) era dedicata alle conclusioni dei due periti nominati dal giudice: il medico legale Darica Soprani e lo psichiatra Giuseppe Cupello. La dottoressa Soprani ha confermato lo sfregio permanente del viso dell’autista - già rilevato dal consulente di parte civile Erjon Radeshi -, affermando che «vi è una modificazione permanente del viso, sia laterale sia frontale», una «deturpazione significativa dell’aspetto con riverberi sulla percezione di sé».
«Siamo molto soddisfatti, poiché questo rafforza le contestazioni dell’accusa, il pm Pantani che ringraziamo - ha detto l’avvocato Barbetti -. Questo passaggio è il giusto inquadramento giuridico dei fatti. Il mio assistito, padre di quattro figli, dopo mesi di convalescenza è tornato al lavoro ma in ufficio e per spostarsi usa sempre l’auto; ha ancora paura». Da parte sua il dottor Cupello ha riscontrato la diagnosi di un disturbo di personalità per Portoreal, che però a suo avviso non ha inciso sulla capacità di intendere e di volere dell’imputato, quindi capace di stare a giudizio. «È stato confermata la nostra tesi, sul fatto che non incida replicherà la nostra consulente», ha detto l’avvocato Bartolini. Il legale De Belvis ha chiesto per Hoxhaj l’ammissione alla giustizia riparativa, ma il pm si è opposta dando parere negativo. Sul punto il giudice deciderà il 22 luglio, per dare tempo a tutte le parti in causa di depositare le osservazioni. l© RIPRODUZIONE RISERVATA
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