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Stalker di Novellara, la Cassazione annulla la sentenza: il processo è da rifare

Ambra Prati
Stalker di Novellara, la Cassazione annulla la sentenza: il processo è da rifare

Accolto il ricorso della Procura contro la riqualificazione del reato da stalking a molestie. Per il caso della madre e della figlia minorenne la Suprema Corte dispone un nuovo processo davanti a un altro giudice

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Novellara La Cassazione ha accolto l’impugnazione presentata dal pm Maria Rita Pantani contro la sentenza di primo grado per lo stalker seriale di Novellara. Il 26 giugno scorso (ma la notifica è avvenuta di recente) la Suprema Corte ha dato ragione alla Procura, disponendo il rinvio per un nuovo giudizio al tribunale di Reggio Emilia: il processo è da rifare ex novo davanti ad un altro giudice (se gup o giudice monocratico dipenderà dalle scelte dell’avvocato difensore Stefania Musi). Questo per quanto riguarda il fascicolo della madre e figlia, mentre a breve inizierà il giudizio immediato che vede come parte offesa una negoziante (tutelata dall’avvocato Alice Minari).

Parliamo del caso del 55enne che ha fatto molto clamore a Novellara - tra gruppi di auto-aiuto e proteste pubbliche delle donne prese di mira -, anche per i disturbi psichici dell’uomo, che secondo due perizie è affetto da schizofrenia da decenni e ha una percezione alterata della realtà che lo renderebbe socialmente pericoloso. Quattro le donne che sarebbero state perseguitate dal 55enne. L’uomo ha rimediato una condanna a due anni per stalking ai danni di una prima donna novellarese. Il secondo caso - su cui si è espressa la Cassazione - riguarda una madre 50enne e la figlia minorenne: lui conosce la madre da quando erano ragazzini e ha sempre sostenuto, in modo del tutto infondato, che si dovessero sposare, ma il padre avrebbe impedito il matrimonio. La donna si è allarmata quando le attenzioni si sono spostate sull’adolescente, che è stata pedinata e avvicinata: «Sei lei... assomigli alla tua mamma».

La madre ha raccontato alla Gazzetta di Reggio: «Da anni quell’uomo ha rivolto la sua attenzione morbosa anche verso mia figlia: si è presentato più volte sotto casa nostra, ci ha seguito in auto, ha cercato di contattarci con insistenza e ha minacciato. Nel mese di ottobre 2023, stremate dalla situazione sempre più pesante e pericolosa, abbiamo deciso di sporgere denuncia». Da quel momento, secondo la 50enne, «la sua reazione è stata ancora più aggressiva, imprevedibile e pressante: e le attività più semplici sono diventate fonte di stress per tutta la famiglia, compreso mio marito».

Il 55enne ha negato gli addebiti e su questo fascicolo nel febbraio scorso il gip Silvia Guareschi ha riqualificato il reato di stalking in quello più lieve di molestie condannando l’uomo a 5 mesi e 10 giorni, più la libertà vigilata per un anno e mezzo e un percorso di cura al Centro di salute mentale di Guastalla. Il pm Pantani aveva chiesto 2 anni e 2 mesi e il ricovero in Rems. Ora il processo è da rifare. Nel frattempo è emerso un terzo caso, vittima una 30enne dipendente di un negozio frequentato dal cliente stalker, convinto che «si era creata una certa intimità». Anche nei confronti della commerciante - che ora non lavora più a Novellara - il 55enne, che non accettava i "no" alle sue fantasie, ha messo in atto un assedio ossessivo fatto di allusioni pesanti, frasi a sfondo sessuale, appostamenti in auto davanti alle vetrine e persino gesti osceni. A fine marzo, sorpreso a girare per il paese senza il tracker (il geolocalizzatore del braccialetto elettronico lasciato a casa per aggirare i controlli), il 55enne è tornato in carcere. l© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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