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Zona stazione, i residenti: «L’ordinanza antibivacco ha peggiorato la situazione». E l’assessore Prandi non si presenta all’incontro

Ambra Prati
Zona stazione, i residenti: «L’ordinanza antibivacco ha peggiorato la situazione». E l’assessore Prandi non si presenta all’incontro

La replica: «Non accetto i ricatti, la riunione l’avevo indetta io»

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Reggio Emilia Snobbati dall’assessore alla Cura della Città del Comune di Reggio Emilia, «che dopo aver rimandato più volte e spostato l’orario all’ultimo minuto» non si presenta alla riunione con i residenti e i commercianti della stazione, i convocati definiscono l’aver dato "buca" «irrispettoso» e accusano: «L’ordinanza antibivacco del sindaco ha peggiorato la situazione».

Contattato, l’assessore Prandi non ci sta e replica a stretto giro di posta: «Sono deluso e arrabbiato, non accetto che si usa lo strumento del quotidiano come ricatto». «Re.Re. in coordinamento e supporto del gruppo dei cittadini di viale IV Novembre ha presenziato all’incontro programmato con l’assessore Prandi», scrivono Paola Paoli per i residenti e commercianti di viale IV Novembre e Stefano Paterlini per Rere, residenti quartiere stazione. Questi i punti dei quali si doveva discutere: «A seguito dell’ordinanza antibivacco del sindaco emessa ormai settimane fa, ci si chiede quali risultati siano stati ottenuti. Da osservatori privilegiati, si è notato un incremento di persone che a tutte le ore bivaccano nella zona interessata dall’ordinanza. È aumentata anche molto l’attività di spaccio, ora si notano anche molti minori. Sempre in funzione di tale ordinanza si chiede perché siano state emesse restrizioni di attività commerciali quali le rivendite self service e nulla è stato fatto per sospendere quelle attività di distribuzione di cibo e "pipette" per drogarsi: queste azioni stanno continuando a creare assembramenti permanenti. Il punto di ascolto dev’essere spostato in quanto contribuisce ad aumentare la permanenza in zona stazione di spacciatori e dei loro assidui clienti».

Peccato che, proseguono residenti e commercianti, «la riunione, già rimandata più volte, prima sia stata posticipata di due ore (dalle 9.30 alle 11.45) poi senza nessun preavviso alle 12 circa l’assessore ha comunicato che non sarebbe potuto venire in quanto in riunione col sindaco». Conclusione: «Questo comportamento è oltremodo irrispettoso nei confronti di chi, per confrontarsi sui problemi del quartiere, ha sacrificato una mattinata di lavoro o peggio è rientrato da fuori città. Le dobbiamo rammentare che questi cittadini sono quelli che pagano le tasse e chiedono rispetto. Visto che non ci siamo potuti confrontare con i responsabili della giunta, chiediamo l’attivazione di tutte le azioni che possano ridurre o eliminare la pressione malavitosa sul quartiere».

«Questo atteggiamento ricattatorio non serve a nessuno. Massima disponibilità a lavorare ma serve serietà», è la replica piccata dell’assessore Prandi, che spiega: «La riunione avrebbe dovuto svolgersi lunedì scorso, ma alle 9.30 ho partecipato ad un funerale (del vescovo emerito Adriano Caprioli, ndr) e alle 11 il sindaco ha indetto una riunione urgente sui fondi per il bilancio che riguardano anche la zona stazione: stiamo preparando la variazione di bilancio che andrà in consiglio il 17 luglio. La riunione si è protratta e ho dovuto dire alla dirigente di indire un’altra riunione, non certo per sottrarmi. Tra l’altro quell’incontro l’avevo promosso io per fare il punto della situazione».

Sull’ordinanza Prandi precisa: «È entrata in vigore da dieci giorni, occorre tempo. Nessuno ha mai pensato che fosse risolutoria, ma ci è stata chiesta e l’abbiamo fatta». Il degrado della stazione esacerba gli animi? «Sì e ci sono delle ragioni. Purtroppo i risultati non arrivano in pochi giorni. Ma stiamo dedicando davvero tantissime attenzioni, insieme a forze dell’ordine e prefetto che ringraziamo: c’è un’unità di intenti che è trasversale. Purtroppo è una fase storica di questo genere, serve equilibrio e rimanere uniti». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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