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Reggio Emilia, tornano gli autovelox: entro l'estate saranno accesi a Bagno e Codemondo i dispositivi noleggiati dal Comune

Massimo Sesena
Reggio Emilia, tornano gli autovelox: entro l'estate saranno accesi a Bagno e Codemondo i dispositivi noleggiati dal Comune

Dopo oltre due anni ci saranno di nuovo i controlli sulla velocità

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Reggio Emilia Entro l’estate si accenderanno gli autovelox a Bagno e Codemondo, anche se non saranno gli “originali”, ma delle copie di quelli che – a distanza di oltre due anni – sono ancora sotto sequestro. La giunta Massari ha da tempo deciso di non aspettare più le lungaggini di iter burocratici che sembrano non avere mai una fine, da qui la decisione di “noleggiare” per un periodo limitato due coppie di autovelox “omologati” e quindi non passibili di sequestro. Milioni di euro che entrano nelle casse comunali grazie agli autovelox disseminati lungo le strade. Sono quelli che – secondo una ricerca commissionata dal portale Facile.it – incamerano i comuni contestando le multe per eccesso di velocità, nel computo finiscono autovelox fissi e mobili.

E se Reggio Emilia non figura ai piani alti di questa graduatoria, la spiegazione principale risiede nel fatto che... non può disporre di nessun impianto fisso di fotorilevazione della velocità. E questo, non certo per una qualche scelta politica: gli autovelox a Reggio Emilia non funzionano, sono spenti dal 2024. Da quando un giudice di Cosenza ha disposto il sequestro su tutto il territorio nazionale di un particolare modello di fotorilevatori che per difetti di fabbrica non garantivano il rispetto della legge. Invero, gli autovelox non hanno soltanto il pregio di rimpinguare le casse pubbliche ma possono costituire un valido deterrente contro gli incidenti stradali. Non a caso, i quattro autovelox “sigillati” dal giudice erano attivi a Codemondo e a Bagno, su tratti di strada che in più di un’occasione sono stati il teatro di terribili schianti. In tutto questo tempo, la giunta Massari e in particolare l’assessora alla mobilità Carlotta Bonvicini non si sono limitati a prendere atto della situazione, nè sono rimasti con le mani in mano ad attendere gli eventi. Anzi, quando ancora era dolorosa la “botta” del sequestro, l’assessora Bonvicini aveva ripreso in mano un dossier già avviato quando il sindaco era Luca Vecchi, che prevede l’individuazione di altri cinque punti della città in cui si era deciso di intervenire installando autovelox fissi. Un progetto, questo che è ancora in piedi, ma anche in questo caso, le pastoie burocratiche hanno finora impedito che decollasse.

In particolare, dei cinque punti contenuti nel dossier, uno ha ricevuto il via libera della Prefettura ed è ora al vaglio degli uffici della polizia municipale. Si tratta di un autovelox che dovrebbe entrare in funzione a Cella. Gli altri quattro punti in cui dovrebbero essere installati i fotorilevatori, dovranno attendere, essendo ancora in attesa del via libera della Prefettura. Intanto, entro l’estate, il Comune punta ad attivare almeno gli autovelox a noleggio per cominciare a raccogliere qualche migliaio di euro che però difficilmente – visto un gap che resiste da due anni – gli permetterà di avvicinarsi agli altri comuni: Modena, soltanto nel 2025 ha raccolto in multe per eccesso di velocità oltre tre milioni di euro: un terzo rispetto agli incassi di Bologna e comunque meno rispetto ai quasi 4 milioni raccolti dagli autovelox sparpagliati sul territorio di Ravenna.

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