Giovane donna colombiana muore a Marola, i genitori non credono all’ipotesi suicidio
Una 31enne alloggiava col compagno, un 39enne tedesco, nella frazione di La Svolta. Il pm Pantani ha aperto un fascicolo per istigazione al suicidio: a trovare il corpo è stato l’uomo, poco prima la coppia aveva litigato
Carpineti È stata eseguita all’Istituto di medicina legale di Modena, l’autopsia su una donna di 31 anni di nazionalità colombiana trovata morta in una casa di Marola, dove alloggiava con il compagno, un 39enne di origini toscane che viveva con lei in Germania, dove la donna lavorava come ricercatrice all’Università di Bonn.
Il magistrato di turno, Maria Rita Pantani, ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di reato di istigazione al suicidio, al momento contro ignoti: un atto dovuto, un passaggio obbligato per poter eseguire l’approfondimento medico-legale.
In questi giorni, infatti, i genitori della donna, che la sentivano spesso per telefono, sono arrivati dalla Colombia per effettuare il triste rito del riconoscimento: non credono al gesto estremo e chiedono che sia fatta chiarezza sul misterioso decesso della figlia. A breve arriverà il nulla osta del magistrato, che restituirà la salma al padre e alla madre della 31enne. La vittima e il suo fidanzato avevano affittato per un mese e mezzo un’abitazione in località La Svolta di Marola, frazione di Carpineti: un luogo tranquillo e in mezzo al verde, dove poter trascorrere un periodo non solo di vacanza, visto che entrambi potevano lavorare in smart working.
La terribile scoperta è stata fatta dal compagno: il 39enne ha raccontato che lui si trovava nella tavernetta al piano di sotto, più fresca, e quando è salito verso le 9.30 di domenica scorsa ha trovato la giovane senza vita. Sotto choc, avrebbe spostato il corpo dalla posizione originaria per poi lanciare l’allarme al 112. All’arrivo dei carabinieri il compagno ha riferito che poco prima c’era stato un diverbio tra loro due – confermato anche dalle urla sentite dei vicini –, ma mai si sarebbe aspettato un epilogo del genere.
Il medico giunto sul posto, che ha firmato il certificato di decesso, a una prima ispezione esterna della giovane non ha riscontrato segni di violenza, tuttavia restano alcune circostanze da verificare. Anche per questo motivo l’abitazione è stata posta sotto sequestro e sigillata. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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