Monopattini, scatta l’obbligo di assicurazione. Ecco cosa cambia e la stretta del prefetto per i controlli
Reggio Emilia: dal 16 luglio entra in vigore la nuova normativa. Anche lo sharing si dovrà adeguare
Reggio Emilia Qualcuno vede già scorrere i titoli di coda sull’esperienza dei monopattini elettrici nelle città. Altri, più disincantati, preconizzano già che – secondo l’andazzo italiano –le nuove norme che entreranno in vigore giovedì difficilmente potranno essere applicate alla lettera e resteranno, di conseguenza, sulla carta. Di fatto, le norme che entreranno in vigore da giovedì rischiano di avere potenzialmente effetti pesanti sull’utilizzo di questo mezzo di locomozione: dopo l’entrata in vigore dell’obbligo della targa identificativa per ogni monopattino, dopo l’obbligo del casco, arriva ora l’obbligo della assicurazione. E non di una assicurazione qualsiasi, ma di una vera e propria Rc auto. E se questa dell’obbligo di una polizza sul modello Rc si annuncia come una novità assoluta per i proprietari privati di monopattini elettrici, lo è anche per le società di sharing, che si occupano del noleggio di questi mezzi nelle città. E questo perché le assicurazioni di cui fino ad oggi si erano dotate queste multinazionali secondo le nuove normative non sono più valide e ogni singolo mezzo della flotta deve avere la propria polizza.
La nuova normativa
Si tratta di un adeguamento alle norme che ha creato più di un malumore tra i gestori chiamati ora a far fronte a costi che rischiano di non essere più sostenibili. Soprattutto nelle città medio-piccole, dove il giro d’affari è limitato e i margini si assottigliano ulteriormente. Per capirci: i gestori di sharing hanno anche provato a introdurre sul mercato modelli di monopattini che – come succede per gli scooter, siano dotati di caschi che una volta attivato l’abbonamento si sbloccano e diventano indossabili. I primi risultati però – tra furti e vandalismi – non sarebbero stati incoraggianti.
Il censimento
A Reggio Emilia attualmente operano due gestori di noleggio dei monopattini elettrici, “Voi” e “Dot” che si sono divise equamente il mercato, mettendo in circolazione duecento monopattini ciascuno. E che il mercato reggiano possa attualmente definirsi saturo, lo dimostra anche il fatto che sono soltanto due gli operatori su questa piazza, ma per un breve periodo, nel 2021, su Reggio erano arrivati ad essere nove gli operatori attivi. Poi, ci ha pensato una sorta di selezione naturale, favorita anche dal fatto che il Comune si è limitato a una semplice manifestazione d’interesse che non prevedeva, da pare pubblica, alcun contributo. Invero, se sono quattrocento i monopattini elettrici che sono noleggiabili su Reggio, molto più complicato risulta, almeno al momento, il censimento dei monopattini “privati” in circolazione dentro e fuori dall’esagono cittadino. Certo, un dato lo si potrà avere dal numero di “targhini” registrati al Pubblico registro automobilistico. Anche se, a giudicare dall’esiguo numero di registrazioni a livello nazionale (133mila), l’impressione è che pochi altri, oltre alle società di sharing abbiano sin qui adempiuto a quest’obbligo di legge. È vero che questo obbligo della targa per i monopattini è in vigore soltanto da un paio di mesi: basta questo ad essere ottimisti? Verrebbe da dire di no, che non basta, se si pensa che l’altro obbligo, quello dell’utilizzo del casco protettivo, è in vigore addirittura dal 2024 ma, a giudicare da quello che si vede in giro, non ha registrato grandi adesioni.
La situazione a Reggio Emilia
Al di là di quelli che saranno gli effetti che queste nuove norme potranno avere sui monopattini in circolazione ogni giorno a Reggio, al netto delle scelte che le aziende di sharing dovessero fare di fronte ai nuovi obblighi, la situazione potrebbe davvero cambiare radicalmente. E questo a prescindere dai due “partiti” che – a Reggio come altrove – si fronteggiano periodicamente sull’utilità (o i danni) di questo mezzo sicuramente innovativo che però ha avuto la sventura di calarsi dentro un ecosistema – quello dei trasporti urbani italiani – generalmente molto complicato, quando non addirittura caotico . A Reggio poi, questo confronto non è mai stato “accademico”: a Reggio è la cronaca a dettare l’agenda. Anche perché proprio a Reggio, c’è già scappato pure il morto: nella primavera dello scorso anno un ventunenne in monopattino è stato travolto e ucciso da un autobus in manovra. Come se non bastasse, non passa giorno che episodi di microcriminalità abbiano per protagonista questo mezzo a due ruote. Si pensi alla “banda del monopattino” che nelle scorse settimane, prima di essere fermata aveva messo a segno una decina di scippi. A queste situazioni e ad altri episodi di illegalità o di assenza di regole hanno chiesto che venga data una risposta i cittadini della Consulta del centro storico, denunciando come, proprio dentro l’esagono la situazione sia spesso fuori controllo. E più controlli ha sollecitato, fin dal suo insediamento, anche il prefetto di Reggio Salvatore Angieri, chiedendo alle forze dell’Ordine di far rispettare la legge. Già negli ultimi giorni sono state sanzionati decine di utenti. E dal 16 luglio è probabile che si assista a un ulteriore giro di vite, controllando oltre a caschi e targhini, anche i contrassegni delle polizze assicurative.l © RIPRODUZIONE RISERVATA
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