Saman, oggi la sentenza di Cassazione per il femminicidio di Novellara
Reggio Emilia: alla sbarra i genitori, i cugini e lo zio. La procura generale aveva chiesto la conferma dei quattro ergastoli e dei 22 anni a Danish Hasnain
Novellara È il giorno della sentenza di terzo grado per il femminicidio di Saman Abbas. Questa mattina, la Corte di Cassazione si pronuncerà sui ricorsi presentati dai cinque imputati per la morte della 18enne di origina pakistana che abitava a Novellara e che si era opposta a un matrimonio forzato. La prima sezione penale della Suprema Corte, presieduta dalla giudice Monica Boni, a giugno aveva scelto di rinviare la decisione al termine di un’udienza durata circa cinque ore, alimentando l’attesa per un verdetto che potrebbe chiudere definitivamente uno dei casi di cronaca più drammatici degli ultimi anni.
Davanti ai giudici sono approdati i ricorsi dei cinque imputati, tutti detenuti: i genitori Shabbar Abbas e Nazia Shaheen, i cugini Noman Ul Haq e Ikram Ijaz, condannati all’ergastolo dalla Corte d’Assise d’Appello di Bologna, e lo zio Danish Hasnain, condannato a 22 anni di reclusione. Nel corso della requisitoria il procuratore generale Marco Dall’Olio aveva chiesto la conferma delle condanne, sostenendo che l’omicidio non fu il frutto di un gesto improvviso, ma di una decisione maturata in precedenza: Saman doveva essere fermata nel momento in cui aveva deciso di allontanarsi definitivamente dalla famiglia. Per l’accusa, la responsabilità dell’omicidio non può essere valutata separatamente per ciascun imputato, ma va letta nel contesto dell’azione dell’intero nucleo familiare. Il procuratore generale aveva inoltre ribadito che il richiamo a tradizioni o consuetudini culturali non può in alcun modo attenuare la gravità del delitto, ricordando come il diritto alla vita rappresenti «uno sbarramento invalicabile» nel nostro ordinamento.
Tra i punti sui quali la Cassazione dovrà pronunciarsi c’è anche quello relativo all’aggravante dei motivi abietti, esclusa in primo grado e riconosciuta invece dalla Corte d’Assise d’Appello. Una valutazione che potrebbe incidere sulle motivazioni definitive della sentenza, ma anche fare giurisprudenza. L’udienza a Roma oggi è fissata per le 9.30.
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