I Nomadi in concerto alle 21 in piazza Prampolini, Carletti: «La musica non fa sentire il peso degli anni»
Il live della storica band chiude la rassegna estiva dei Mercoledì da Leoni
Reggio Emilia Non lo fanno per moda. Quella non dura. Loro invece si. Sessantatré anni di esistenza sono quasi una vita intera. Per i Nomadi sono semplici tasselli di una storia incredibile, con un inizio, ma senza una fine. Saranno in concerto stasera in piazza Prampolini, a partire dalle 21, in un grande evento gratuito che ospiterà fino a 2500 persone. Beppe Carletti, tastierista e fisarmonicista, lo descrive come «un onore» e «un ritorno a casa», nonostante – ci tiene a sottolinearlo – le sue origini siano a Novi di Modena e non a Novellara, la vera patria del popolo nomade. Pur sempre in Emilia ci troviamo: l’emozione è autentica. Lo è contro i numeri, a dimostrazione che l’esperienza e l’abitudine non sanno spegnere la passione, quando è forte e reale. Il live che chiude la rassegna estiva dei Mercoledì da Leoni è infatti soltanto l’ultimo di decine di migliaia di concerti che dal 1963, i Nomadi portano in giro per l’Italia e non solo. Decine di migliaia, con una media di un milioni di spettatori ogni anno. Beppe Carletti ha perso il conto. A dire il vero non l’ha mai tenuto. «Sono un sonadôr» ha detto ieri in conferenza stampa. A ottant’anni – per ora ancora 79, il compleanno lo “festeggerà” in concerto a Vibo Valentia il 12 agosto – la musica è ancora la sua personale medicina. «Se ho mal di testa o mi sento un po’ fiacco so che salendo sul palco mi passerà tutto. La musica non fa sentire il peso degli anni. Devo essere sincero: più passa il tempo e più mi diverto. Andare avanti fino a novant’anni? Magari». E così il viaggio nomade prosegue, senza bisogno di strategie né di premeditazione. Senza le canzoni passate in radio, senza le interviste in prima serata, senza percepire la pressione di un mercato discografico troppo diverso da quello degli inizi.
L’elisir di lunga vita per i Nomadi è sempre il suono. Il richiamo di quelle 370 canzoni composte insieme in oltre mezzo secolo di storia, dai primi live nelle balere degli anni Sessanta che ora non esistono più. «Non ho mai pensato ad un piano B – racconta Carletti –. Non ne ho avuto nemmeno il tempo: a otto anni suonavo già e a quattordici ero impegnato con la prima band. I Monelli, così ci chiamavamo. Poi quel nome ha iniziato a metterci un po’ in imbarazzo e nel ’63, con Augusto Daolio, sono nati i Nomadi». Un nome letto per caso su una rivista del tempo e preso in prestito da un’altra formazione musicale ormai sciolta. Un nome che poi è diventato manifesto, segno del destino: Nomadi, sempre in giro, ma con radici profonde nella nostra cara Emilia. Il 1992 è un anno maledetto: muoiono Augusto Daolio, «volto nomade, artista eccezionale» e il bassista Dante Pergreffi, scomparso a trent’anni in un tragico incidente stradale sulle strade di Fabbrico. «È stata dura. Salire sul palco, per gli ultimi concerti che Augusto era in grado di sostenere. Siamo andati avanti, nonostante tutto» racconta Beppe Carletti. «Io ci credo nelle canzoni che interpretiamo: non sono solo canzonette, come cantava Bennato. Sono storie attorno alle quali si costruiscono ricordi che restano. Non dico mai che i giovani di oggi non sono capaci. Credo però che la loro sia musica con la data di scadenza» conclude il musicista.
Quello di questa sera, come tutti gli altri, si presenta come un concerto intergenerazionale. Ragazzi e ragazze, accanto ad adulti, anziani e bambini, per mano ai genitori. «Siamo davvero felici di accogliere i Nomadi in piazza Prampolini. È un appuntamento che unisce la storia della musica italiana con quella del nostro territorio, perchè i Nomadi rappresentano un patrimonio culturale profondamente legato all’Emilia e ai valori della nostra comunità» ha detto l’assessora Stefania Bondavalli. Il concerto inizierà alle 21. Sotto il palco sarà disponibile un’area riservata alle persone con disabilità. È in corso di definizione l’ordinanza che disporrà, come di consueto per questa tipologia di eventi, la rimozione delle distese dei pubblici servizi sull’area, il divieto di introduzione di contenitori in vetro o alluminio, la detenzione di spray al peperoncino e di materiale pirotecnico. A partire dalle 18 entrerà in vigore inoltre il divieto di somministrazione di bevande alcoliche sopra i 5 gradi.
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