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Furti di statue al cimitero monumentale. «I nostri cari morti due volte». L’assessore: «Più controlli»

Alice Tintorri
Furti di statue al cimitero monumentale. «I nostri cari morti due volte». L’assessore: «Più controlli»

Reggio Emilia: la lettera di una cittadina che ha subito la razzìa sulla tomba nipote dello scultore Secchi

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Reggio Emilia Passano i giorni, ma la rabbia e il dolore dei cittadini non si placano. La razzia al cimitero monumentale di Reggio Emilia, avvenuta nella notte tra domenica e lunedì, ha lasciato sgomenta la comunità, «ferita in tutti i sensi possibili». Ad essere sparita non è soltanto la statua dell’aviatore, l’ultima realizzata dalla scultrice correggese Carmela Adani, ma anche quella del Cristo benedicente appartenente alla famiglia Romagnani e la Deposizione dell’artista reggiano Riccardo Secchi. Opere in bronzo, ad altezza naturale, con un valore che supera quello meramente economico. A raccontarlo alla Gazzetta è Simonetta Secchi, nipote dello scultore, oggi sconvolta dal furto del camposanto.

«I nostri morti, sono morti due volte. Sono una nipote dello scultore Riccardo Secchi, autore della Deposizione rubata al cimitero monumentale dalla tomba della famiglia Secchi Menozzi, dove riposa anche lo scultore stesso. La famiglia Secchi è profondamente addolorata. La statua ha assistito per decenni nel salone prospiciente al giardino ai giochi di moltissimi bambini, alle riunioni famigliari colme di amore, di rispetto, a momenti di gioia e a terribili giorni di angoscia con figli in guerra o in campo di concentramento. La statua siamo noi, quaranta discendenti dello scultore sparsi per il mondo, con i nostri principi morali trasmessi da quelli che riposano nella tomba violata. La famiglia è profondamente vicina a tutte le altre famiglie che ora stanno provando lo stesso dolore, gli stessi sentimenti di rabbia e di impotenza, sentimenti che la totale incuria nel quale da anni viene abbandonato il cimitero dal Comune, prima o poi avremmo dovuto provare». Lorenza Franzoni, la cittadina che per prima ha segnalato la sparizione delle statue dal camposanto, ha riportato l’amarezza dei cittadini: «Oggi sono tornata al cimitero e ho trovato parecchie persone sgomente e arrabbiate, ho visto altri danni e tanto rame che ancora si può rubare. I cancelli non sono in buone condizioni e la catena che li chiude non metterebbe in sicurezza neanche una vecchia bicicletta. I danni sono dei cittadini, ma la responsabilità di questo abbandono è dell'amministrazione». L’assessore del Comune di Reggio Emilia, Roberto Neulichedl ha espresso la propria vicinanza alle famiglie e fatto il punto sull’attuale situazione dei cimiteri reggiani: «Le forze dell’ordine stanno analizzando i filmati delle telecamere di sorveglianza della zona, per riuscire a risalire ai responsabili del furto che devono essersi spostati con mezzi ben precisi. Quanto accaduto ferisce l’intera città. Faremo il possibile per poter garantire maggiore sicurezza all’interno dei cimiteri». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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