Maltempo, strage di alberi: cos’è l’effetto vela e perché il vento ha abbattuto anche gli esemplari sani
Parla l’agronomo Ugo Pellini: «E' stato sì un evento eccezionale che però si sta ripetendo sempre più spesso e di ciò uno dei responsabili è il cambiamento climatico»
Reggio Emilia Il violento nubifragio che ha colpito la provincia non ha causato soltanto allagamenti e danni agli edifici, ma ha lasciato dietro di sé anche decine di alberi abbattuti, compresi esemplari monumentali e querce secolari. A spiegare perché anche piante apparentemente sane possano cedere durante eventi di questa intensità è l'agronomo Ugo Pellini, che richiama il cosiddetto "effetto vela", un fenomeno che rende gli alberi particolarmente vulnerabili alle raffiche di vento estreme e che sottolinea l'importanza della manutenzione del patrimonio arboreo in un contesto di eventi meteorologici sempre più frequenti e intensi.
«Il nubifragio, con vento straordinario fino a 85 km. all'ora, che si è abbattuto sulla nostra Provincia, ha provocato una vera e propria strage di alberi. Alberi monumentali come un Cedro all'interno dei Giardini Pubblici sono stati letteralmente sradicati, ma anche querce secolari hanno subito la stessa sorte – racconta – in via Acque Chiare alcune si sono invece spezzate. Sono state colpite indifferentemente piante sane, malate e con problemi». «Questo evento ha una spiegazione scientifica che va sotto il nome di “Effetto vela”: l’albero si comporta come una barca a vela, dove la chioma rappresenta la vela, il fusto l’albero maestro e la zolla (il disco delle radici) è lo scafo. Quando il vento colpisce la chioma di un albero, esercita su di esso una pressione che tende a farlo piegare o, in casi estremi, a farlo cadere. Questa pressione – spiega - è proporzionale alla superficie della chioma esposta al vento e alla sua forma; gli alberi di grosse dimensioni, caratterizzati da chiome ampie e ramificazioni complesse, sono particolarmente soggetti all’effetto vela». «Un’eccessiva pressione del vento può causare rotture dei rami; se il tronco principale è robusto e non “si rompe” si arriva allo sradicamento della pianta o cedimenti strutturali, che mettono a rischio anche l’ambiente circostante. Il comportamento degli alberi quindi varia da specie a specie a seconda delle caratteristiche morfologiche (età, radici, chioma etc.). In ogni caso comunque, per prevenire danni e preservare questi alberi, fondamentale è la loro manutenzione corretta e periodica. E' stato sì un evento eccezionale che però si sta ripetendo sempre più spesso e di ciò uno dei responsabili è il cambiamento climatico» conclude.
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