Ancora allerta meteo per i temporali, mentre Reggio e provincia continuano la conta dei danni da maltempo
Sono oltre 800 le chiamate ai vigili del fuoco. Upi e Anci: «Il Governo intervenga»
Reggio Emilia Poche ore di tempesta, tre giorni di lavoro senza sosta. Il maltempo continua, assumendo forme che permettono di parlare di emergenza e la città si muove per fronteggiarla. Per la giornata di oggi Arpae Emilia Romagna ha infatti emesso una nuova allerta di colore giallo che riguarda anche il territorio reggiano: previsti temporali, anche di forte intensità, soprattutto nelle zone di pianura, con possibili disagi e danni. Restano pertanto chiusi i parchi e i cimiteri di Rivalta, Canali, Sesso e il Cimitero Monumentale. Per fronteggiare l’emergenza sono molteplici le città emiliano-romagnole che hanno scelto di dotarsi di sistemi di allerta aggiuntivi e più capillari come Alert System, un servizio di comunicazione per informare rapidamente la popolazione attraverso avvertimenti diffusi via messaggio su base territoriale.
Reggio Emilia, per il momento, si affida al sito di allerta meteo regionale. È in cantiere, però, l’adozione di un sistema ramificato e diffuso, capace di avvisare in modo rapido la popolazione in caso di emergenze climatiche come quella vissuta dalla città questa settimana: «Entro la fine dell’anno – rassicura l’assessora Bonvicini – ci doteremo anche noi di un sistema di allerta comunale, più efficace quando si verificano condizioni estreme. La priorità in questa fase è la messa in sicurezza dei luoghi. Ci dedicheremo poi completamente a rimettere in ordine e a raccogliere tutti i rami che vengono accatastati a lato strada o in punti defilati. L’impegno di tutte le forze che siamo riusciti a mettere in campo, è massimo». Il nubifragio che mercoledì scorso si è abbattuto sulla provincia reggiana e su tutta l’Emilia-Romagna se n’è andato lasciando dietro di sé una devastazione senza precedenti. I danni ammontano a milioni di euro: l’agricoltura è in ginocchio, mentre tra i cittadini c’è chi ora è costretto a dormire fuori dalla propria casa, dichiarata inagibile dopo le raffiche che hanno sfiorato i 90 chilometri orari. Abitazioni scoperchiate, vetri in frantumi, depositi e rustici resi irriconoscibili, pali dell’illuminazione pubblica e della rete Enel abbattuti. Gli alberi trascinati a terra dal vento hanno occupato le carreggiate, distrutto auto in sosta, rovinato edifici, tra i quali asili e scuole, fortunatamente vuoti al momento del temporale.
A Reggio Emilia non ci sono feriti, ma lo scenario, soprattutto a Poviglio e nella Val d’Enza, viene descritto dai residenti come «apocalittico». Per i vigili del fuoco l’emergenza si misura attraverso il numero delle chiamate ricevute dalle 17 di mercoledì scorso. Sono oltre 800 gli interventi richiesti: circa 300 quelli già portati a termine, un centinaio quelli in lista d’attesa, quasi 400 le domande differibili. Un lavoro incessante, che va avanti da giorni e che ha richiesto un potenziamento dei soccorsi, con tre squadre di vigili del fuoco da Toscana, Veneto e Marche, da giovedì in servizio al fianco dei vigili reggiani. Sono cinque, inoltre, le squadre dei servizi tecnici del Comune che, insieme al personale delle ditte incaricate, ai volontari della protezione civile e al personale di Iren, stanno compiendo sopralluoghi nei 190 parchi della città e rimuovendo rami e alberature a rischio. Gli effetti del nubifragio fanno sì che si possa parlare di emergenza. Upi e Anci Emilia-Romagna esprimono profondo cordoglio per la vittima nel modenese e vicinanza ai territori colpiti dalla violenta ondata di maltempo. «In poche ore numerose comunità hanno subito danni importanti – dichiarano Giorgio Zanni, presidente di Upi e Marco Panieri, presidente di Anci –. Abbiamo già avviato un’interlocuzione con la Regione rispetto alle esigenze rappresentate dalle comunità colpite. Come rappresentanti delle Province e dei Comuni – concludono Zanni e Panieri – continueremo a farci voce dei territori e a lavorare insieme alla Regione affinché alle prime risposte seguano interventi adeguati, anche attraverso un confronto con il Governo. Una volta completata la ricognizione, sarà infatti necessario garantire sostegno agli enti locali, alle famiglie, alle imprese e alle aziende agricole colpite, mettendo le comunità nelle condizioni di riparare i danni e ripartire». l © RIPRODUZIONE RISERVATA
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