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Carpineti, la galleria del Seminario chiusa per nove mesi: tutto quello che c’è da sapere

Adriano Arati
Carpineti, la galleria del Seminario chiusa per nove mesi: tutto quello che c’è da sapere

Reggio Emilia, stop dal 3 agosto, Anas ha confermato: «Motivi di sicurezza, via ai lavori di sistemazione»

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Carpineti La galleria del Seminario di Marola lungo la statale 63 chiusa per nove mesi, dal 3 agosto 2026 al 30 aprile 2027. Da tempo erano un timore, ora è certezza. Anas ha confermato le date dell’interruzione del traffico decisa per motivi di sicurezza: sono necessari lunghi lavori di sistemazione. L’impatto è molto elevato. La galleria del Seminario è il tunnel più lungo dell’intero territorio reggiano, con i suoi 2.7 km, ed è un tratto cruciale dei collegamenti tra la montagna e la città lungo la ss 63. È l’ultimo dei viadotti coperti che dal Bocco conducono sino a Ca’ del Merlo di Marola, nel territorio di Carpineti, e da lì a Felina e Castelnovo Monti. Da Migliara, permette di effettuare un taglio di parecchi chilometri rispetto alle altre strade, peraltro difficilmente percorribili dai mezzi pesanti. In più, l’unica vera alternativa, il vecchio tracciato della statale 63 tra Pantano di Carpineti e Marola, sarà chiusa almeno fino a settembre per un cantiere già avviato per ricostruire un ponte. Il tutto, nel mese di massimo afflusso turistico verso l’Appennino, con tutte le ricadute del caso. Fino a settembre, i camion e le corriere dovranno o usare la fondovalle Tresinaro che porta a Carpineti da Scandiano oppure uscire a Pantano, scendere al Cigarello e risalire a Marola o verso Felina. Le auto potranno anche transitare per Migliara e Ca’ Pietro e raggiungere l’abitato di Marola, per poi ridiscendere sulla statale a Ca’ del Merlo.

Da settembre, quando ripartiranno le lezioni, i mezzi scolastici dovrebbero poter passare da Pantano. I disagi saranno comunque parecchi e non a caso negli anni scorsi gli enti locali hanno cercato di evitare la chiusura o almeno di ritardarla sino alla sistemazione del vecchio tracciato. A precisarlo, con toni secchi, è il sindaco di Carpineti Giuseppe Ruggi, che con gli altri sindaci della montagna e il presidente della provincia Giorgio Zanni, si è impegnato su questo fronte. «Nel corso del 2025 è stato emesso un documento ufficiale datato 7 agosto 2025, che stabilisce in modo perentorio che dal 3 agosto 2026 al 30 aprile 2027 la galleria del Seminario deve essere “interdetta al traffico” e adeguata agli standard di sicurezza. La motivazione è semplice e non aggirabile: la struttura è stata giudicata pericolosa per l’incolumità degli utenti», spiega. Non si tratta «di una scadenza “flessibile”, come quella di un prodotto alimentare che ognuno può decidere di consumare a proprio rischio. Qui parliamo di un atto amministrativo vincolante: nessun funzionario pubblico potrebbe assumersi la responsabilità, anche se il rischio fosse remoto, di un incidente grave causato dal mancato rispetto di un’ordinanza di sicurezza».

E di margini non ce ne sono: «Consapevoli dell’impatto generato, il Comune di Carpineti ha chiesto ad Anas di valutare un rinvio dei lavori almeno fino alla fine dell’estate. I confronti si sono svolti in Prefettura, alla presenza del Prefetto Angieri, e sono stati condotti con la massima determinazione. Fino all’ultimo si è sperato di poter comunicare una soluzione diversa, ma la natura dell’ordinanza e le condizioni della galleria non hanno consentito ulteriori proroghe». Si è ragionato pure sulle poche alternative possibili: «Purtroppo, la soluzione più naturale, il vecchio tracciato della 63, non è praticabile fino ai primi di settembre 2026. Il motivo è la ricostruzione di un ponte, un intervento atteso da anni e necessario: nelle condizioni in cui si trovava, avrebbe comunque impedito il transito dei mezzi pesanti». E ora? «I contatti con Anas, Prefettura ed altri enti sovraordinati proseguono senza interruzioni. L’obiettivo è individuare soluzioni che limitino l’impatto sul traffico e sulla vita quotidiana degli utenti della strada e dei cittadini», assicura Ruggi. La minoranza Carpineti Civica ora chiede «una presa di posizione pubblica non solo dai sindaci e dall’Unione dei comuni ma dai parlamentari e consiglieri regionali reggiani di ogni schieramento, dall’assessore alla montagna della provincia, dall’assessore al turismo e da quello alla montagna della regione Emilia Romagna e dallo stesso presidente de Pascale, che per la sua provenienza conosce di sicuro bene il problema del turismo e dell’imprenditoria». l © RIPRODUZIONE RISERVATA

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