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Dalle versioni di greco alle felpe: Maelstrøm, la scommessa di un gruppo di amici che piace anche a Benny Benassi

Nicolò Valli
Dalle versioni di greco alle felpe: Maelstrøm, la scommessa di un gruppo di amici che piace anche a Benny Benassi

La startup è nata a Reggio Emilia durante la pandemia. «La noia di quei giorni e il desiderio di provare qualcosa di nuovo ci hanno spinto a lanciarci nella nostra linea di abbigliamento»

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Reggio Emilia Dai banchi di scuola del liceo classico, alle prese con le versioni di greco e latino, al mondo della moda. È la storia di un gruppo di amici reggiani fondatori di Maelstrøm, startup che si è sviluppata partendo da Reggio e capace di vendere prodotti di abbigliamento. La particolarità risiede nella grafica dei vestiti, molti dei quali con disegni che raffigurano protagonisti dei miti antichi. Un brand che sta spopolando tra i giovani e indossato anche da star reggiane come Benny Benassi.

«L’avventura nasce nel 2020, durante il periodo della pandemia, da un gruppo di amici che avevano frequentato il liceo Ariosto – afferma il trentenne Nicolò Vernaci –. La noia di quei giorni e il desiderio di provare qualcosa di nuovo ci hanno spinto a lanciarci nella nostra linea di abbigliamento. Per la grafica abbiamo chiesto aiuto a un nostro amico, diplomatosi al liceo Chierici, mentre noi abbiamo pensato al resto. Vendiamo maglie, felpe, cappelli e altri prodotti con dei disegni suggestivi. Il mito di Dedalo ed Icaro, ad esempio, ma anche Escher e altri riferimenti artistici e culturali».

Il nome Maelstrøm ha un’origine norvegese e un significato ben preciso: «Si tratta di un gorgo d’acqua pericoloso per imbarcazioni e animali nel Mare del Nord –prosegue Vernaci –. Mi piaceva il fascino del misterioso e dell’ignoto». L’organizzazione dello staff è chiara: «Abbiamo tutti una professione, io stesso lavoro a Bruxelles all’interno del Parlamento Europeo – racconta – e cerchiamo di dividerci i compiti, tra chi cura il sito, i contatti e anche la parte pratica. Ci piacerebbe puntare sul Made in Italy ma qualcosa abbiamo importato anche dal Medio Oriente». È possibile acquistare i capi online, ma anche in qualche negozio che ha sposato l’idea come Elements, in centro storico: «Murubutu è il nostro ambasciatore da sempre, mentre anche Benny Benassi è rimasto affascinato e ha suonato con la nostra maglia. Anche in Belgio, dove vivo, sto provando a diffondere Maelstrøm e il nostro motto Chaos Attitude».

A quelli che si chiedono a cosa serva, nel Terzo Millennio, studiare il greco e il latino, ecco fornita la risposta dai ragazzi: «I miti delle lingue antiche servivano per dare insegnamenti, noi proviamo a fare uguale con la moda. Quello che mi viene da dire ai giovani è “provate, se c’è qualcosa che vi attira, buttatevi”. Sul futuro, le idee sono chiare: «Ci piacerebbe farlo diventare il nostro primo lavoro. Nei mesi scorsi siamo diventati una società con otto soci e potremo dunque valutare anche l’idea di assumere qualcuno o affidarci a tirocini. Sappiamo che la strada è in salita, ma perché non provarci», conclude Nicolò Vernaci.  © RIPRODUZIONE RISERVATA

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