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Un 26enne arrestato dopo l’intervento ad alta tensione in stazione

Un 26enne arrestato dopo l’intervento ad alta tensione in stazione

Sei giorni di prognosi per i tre carabinieri feriti. Il Sim: «Sei ore d’attesa al pronto soccorso. Troppe. Intollerabile cortocircuito istituzionale»

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Reggio Emilia È stato identificato e arrestato l’uomo che sabato pomeriggio ha aggredito i carabinieri intervenuti nei pressi della stazione ferroviaria per una segnalazione di una presunta rissa poi risultata inesistente. Si tratta di un 26enne, cittadino nigeriano, domiciliato in città e già noto alle forze dell’ordine.

L’uomo è stato arrestato dai carabinieri della Sezione Radiomobile con le accuse di resistenza, violenza e lesioni personali a pubblico ufficiale, lesioni personali aggravate e minaccia a pubblico ufficiale. Al termine delle formalità di rito è stato messo a disposizione della Procura della Repubblica di Reggio Emilia.

L’episodio si è verificato intorno alle 14 di sabato 18 luglio 2026 in viale IV Novembre. Una pattuglia dell’Arma era intervenuta dopo una chiamata al numero di emergenza che segnalava una rissa in corso. Una volta arrivati sul posto, i militari hanno accertato che non era in atto alcuna lite, decidendo comunque di controllare alcune persone presenti nella zona.

Durante le verifiche il 26enne, invitato a seguire i carabinieri in caserma per le procedure di identificazione poiché non aveva con sé il permesso di soggiorno, avrebbe reagito con violenza, spintonando e colpendo i militari nel tentativo di sottrarsi al controllo. I militari hanno dovuto usare lo spray urticante, ma l’uomo è riuscito inizialmente a fuggire a piedi per circa 200 metri prima di essere raggiunto e bloccato.

Le operazioni sono state rese più difficili anche dalla presenza di numerose persone che si sono radunate attorno all’area dell’intervento, con alcuni presenti che hanno rivolto minacce e insulti ai carabinieri. Sul posto sono quindi intervenuti in supporto anche agenti della Polizia Locale e personale delle Volanti della Questura.

Nella colluttazione sono rimasti feriti tre militari. Dopo essere stati medicati al Pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria Nuova, i carabinieri sono stati dimessi con una prognosi di sei giorni ciascuno, a causa dei traumi riportati durante l’intervento e dell’esposizione ai vapori dello spray urticante.

Sull’accaduto è intervenuto anche il Sim Carabinieri, che attraverso il segretario generale nazionale Antonio Serpi ha espresso «ferma solidarietà e auguri di pronta guarigione» ai tre militari rimasti feriti, denunciando però anche le criticità emerse nella fase successiva all’aggressione.

Secondo il sindacato, infatti, i carabinieri sono entrati al pronto soccorso alle 16.30 per uscirne soltanto alle 22.30, dopo circa sei ore di attesa. «Ci teniamo a lodare e ringraziare sentitamente il personale sanitario dell’ospedale Santa Maria Nuova – dichiara Serpi – che svolge quotidianamente un lavoro encomiabile e di enorme sacrificio, operando in perenne emergenza e con risorse ridotte. Il nostro non è affatto un attacco ai medici e agli infermieri in prima linea, ma la denuncia di una criticità strutturale che si ripete purtroppo di continuo».

Il Sim sottolinea come le lunghe attese ospedaliere possano avere ripercussioni anche sull’attività di controllo del territorio. «Mentre i carabinieri feriti attendono ore in corsia per i referti, le pattuglie montanti sono bloccate in caserma per vigilare sul fermato, sottraendo così risorse vitali alla sicurezza delle nostre strade e rallentando le comunicazioni obbligatorie all’Autorità giudiziaria», afferma il segretario generale.

Da qui la richiesta di protocolli specifici per la gestione degli appartenenti alle forze dell’ordine feriti durante il servizio. «Non chiediamo corsie preferenziali – prosegue Serpi – ma procedure e un’organizzazione adeguata che consentano di garantire le cure necessarie senza compromettere la sicurezza dei cittadini e la continuità del controllo del territorio». E conclude: «L'efficienza del territorio non può più essere subordinata a dinamiche che logorano il personale e sguarniscono le città. Il Sim carabinieri continuerà a sollecitare i ministeri competenti affinché si ponga fine a questo intollerabile cortocircuito istituzionale».

Anche il 26enne arrestato, una volta immobilizzato, è stato affidato alle cure del personale sanitario del 118. Le indagini proseguono per gli ulteriori accertamenti di competenza dell’autorità giudiziaria.

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