Per anni ha preteso di non pagare e minacciava di morte i baristi. Ora il 30enne finisce in carcere: il giudice dice no a misure alternative
Cadelbosco Sopra: un incubo per i gestori del locale sempre nel suo mirino. Tanti gli episodi violenti. Ora deve scontare oltre 3 anni
Cadelbosco Sopra Ha terrorizzato per anni i gestori di un bar di Cadelbosco di Sopra con minacce, aggressioni e continue pretese di consumare senza pagare. Dopo la condanna definitiva a 3 anni, 9 mesi e 3 giorni di carcere e il rigetto della richiesta di misure alternative, un 30enne residente in paese è stato arrestato dai carabinieri e accompagnato in carcere per scontare la pena.
Si tratta di un 30enne, originario di Sassuolo e residente in paese. Tutto parte da lontano. Già nel 2012, quando all'epoca era minorenne, si era reso responsabile del reato di danneggiamento a seguito di incendio. Successivamente, tra il 2019 e il 2023, è stato protagonista di una serie di condotte vessatorie sfociate nel reato di atti persecutori ai danni dei titolari di un bar della zona. In particolare, dopo che le vittime avevano sporto denuncia a causa dell'impossibilità di risolvere bonariamente le intemperanze dell'uomo, era stato accertato che aveva instaurato un vero e proprio clima di terrore. Si presentava quasi quotidianamente nell'esercizio per consumare alcolici pretendendo di non pagare, minacciava di morte i gestori alla presenza dei clienti, lanciava bottiglie vuote e, in un'occasione, ha colpito con un pugno uno dei titolari, rifiutandosi di saldare il dovuto con espressioni volgari.
A seguito delle denunce si è attivato l'iter processuale che ha condotto l'uomo alla condanna definitiva: la sentenza è stata emessa dal Tribunale Ordinario di Reggio Emilia il 30 ottobre 2023 e confermata dalla Corte d'Appello di Bologna il 15 novembre 2024, per una pena complessiva di 3 anni, 9 mesi e 3 giorni di reclusione. In attesa di espiare la pena, il condannato aveva richiesto al Tribunale di Sorveglianza l'accesso a misure alternative alla detenzione, quali l'affidamento in prova, la detenzione domiciliare o la semilibertà. Tuttavia, il Tribunale di Sorveglianza di Bologna, con ordinanza del 7 luglio 2026, ha rigettato ogni istanza. Il Magistrato ha motivato la decisione evidenziando l'inaffidabilità soggettiva del condannato, sottolineando il suo atteggiamento negativo rispetto alle proprie responsabilità, il rifiuto di intraprendere i necessari percorsi specialistici di recupero e la perdurante frequentazione di contesti pregiudicati. Elementi che, unitamente a un quadro lavorativo precario e a un ambiente familiare problematico, non hanno consentito di formulare una prognosi di idoneità alle misure alternative. A seguito di tale pronuncia, l’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica di Reggio Emilia ha emesso, in data 17 luglio 2026, il decreto di revoca della sospensione dell'ordine di esecuzione per la carcerazione e il ripristino del provvedimento medesimo. Sabato i Carabinieri di Cadelbosco Sopra hanno rintracciato il 30enne presso la propria abitazione, conducendolo alla Casa Circondariale di Reggio Emilia per l'espiazione della pena
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