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Tensione davanti ad Aq16: FdI chiede lo sgombero, gli attivisti rispondono al presidio

Nicolò Valli
Tensione davanti ad Aq16: FdI chiede lo sgombero, gli attivisti rispondono al presidio

Reggio Emilia, la situazione non è degenerata, anche grazie alla presenza di polizia e carabinieri che hanno tenuto distanti le due fazioni

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Reggio Emilia Si sono sfidati a parole da una parte e dall’altra del parcheggio scambiatore del Foro Boario. Fortunatamente la situazione non è degenerata, anche grazie alla presenza di polizia e carabinieri che hanno tenuto distanti le due fazioni, ma l’attenzione sulla vicenda del Laboratorio Aq16 resta alta.

Ieri mattina (20 luglio), come annunciato, esponenti di Fratelli d’Italia si sono presentati all’esterno del centro sociale per chiedere lo sgombero di questo spazio; un’area di proprietà del Comune e che gestiscono invece gli attivisti di centrosinistra dal 2003, senza un contratto. Da lì la battaglia, passata anche dai tavoli del Consiglio Comunale, per chiedere provvedimenti. Muniti di megafono e con uno striscione eloquente ("Sgomberare Aq16"), i pochi rappresentanti di FdI hanno fatto sentire la propria voce, capitanati dai consiglieri Alessandro Aragona e Cristian Paglialonga. Dall’altra parte, e ben più numerosi, c’erano invece gli appartenenti al centro sociale che non ne vogliono sapere di mollare uno spazio che considerano casa.

Nelle scorse settimane il Comune ha avviato l’iter per un’ordinanza di sgombero, anche se era stato catalogato come atto dovuto in attesa che Aq16 presentasse migliorie all’area. Da parte del Comune non c’è dunque l’intenzione di liberare lo spazio ma anzi, i contatti per arrivare all’accordo proseguono. «Stamattina è andato in scena un altro imbarazzante capitolo della caccia alle streghe che i consiglieri locali di Fratelli d’Italia stanno portando avanti pur di accreditarsi nelle sfere di governo nazionale - si legge in un post social del Laboratorio Aq16 -. Avevano annunciato un’azione contro il centro sociale ma gli è stato impedito di avvicinarsi a meno di 200 metri dallo spazio, presidiato da tante e tanti militanti, cittadini e solidali. La chiamata alle armi si è consumata in un ridicolo circo da strada, con insulti e slogan rivolti in particolare alle centinaia di giovani che attraverso Aq16 rivendicano un futuro per loro stesse e per tutte».

Gli attivisti di centrosinistra non ci stanno e lo ribadiscono: «Vogliono chiudere spazi che da decenni sono luogo d’aggregazione pur di affossare ogni elemento materiale di riproduzione sociale e culturale, perché è in quella potenza riproduttiva che è già insito lo smascheramento della loro pochezza e delle loro menzogne. Giù le mani dagli spazi sociali».l© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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