Il Cane Lupino del Gigante, la razza simbolo dell'Appennino reggiano che rischiava di scomparire e oggi viene salvaguardata
L'associazione che tutela la razza ha riunito a Talada di Busana proprietari e appassionati da tutta Italia per il tradizionale raduno
Reggio Emilia Il Cane Lupino del Gigante, razza autoctona dell’Appennino reggiano, continua a rappresentare un patrimonio storico, culturale e cinofilo del territorio. L’Associazione Cane Lupino del Gigante-Odv da oltre vent’anni è impegnata nella tutela e nella conservazione di questa razza, promuovendone la conoscenza, la riproduzione responsabile e la valorizzazione attraverso iniziative rivolte a proprietari, appassionati e cittadini.
L’evento
L’appuntamento più atteso dell’anno è il tradizionale raduno dei proprietari di Lupini, ospitato lo scorso 7 giugno a Talada di Busana. Un momento di incontro che, anche quest’anno, ha richiamato partecipanti provenienti da tutta Italia, accomunati dall’interesse per una razza profondamente legata alla storia dell’Appennino reggiano e alla sua tradizione pastorale. La giornata ha rappresentato un’occasione di confronto tra proprietari, che hanno condiviso esperienze di vita quotidiana, attività sportive, lavoro e percorsi educativi svolti insieme ai propri cani, rafforzando quello spirito di collaborazione che costituisce uno dei principi fondanti dell’associazione. Accanto ai momenti di socializzazione non sono mancati gli approfondimenti tecnici. Educatori cinofili esperti della razza hanno illustrato le caratteristiche comportamentali del Cane Lupino del Gigante, mentre comportamentalisti e istruttori specializzati nelle attività di ricerca olfattiva hanno evidenziato le capacità di collaborazione, adattamento e problem solving che contraddistinguono questi animali. Le dimostrazioni pratiche di alcuni binomi cane-conduttore hanno messo in luce l’equilibrio, la disponibilità al lavoro e la naturale predisposizione alla collaborazione con l’uomo. Spazio anche agli Interventi Assistiti con gli Animali (IAA), una delle attività che l’associazione porta avanti attraverso volontari appositamente formati. Durante il raduno particolare attenzione è stata riservata alle attività ludiche con i bambini, nell’ambito di progetti educativi, terapeutici e ludico-ricreativi rivolti sia a piccoli gruppi sia a singoli utenti.
Da dove viene
Quella del Cane Lupino del Gigante è una razza dalle origini antiche, frutto di un lungo percorso evolutivo come cane di famiglia e da conduzione delle greggi. Ancora oggi conserva le caratteristiche che ne hanno permesso la sopravvivenza nei secoli: rusticità, equilibrio, docilità, intelligenza e una notevole versatilità, qualità che gli consentono di alternare il lavoro a momenti di tranquilla convivenza con la famiglia. Uno dei momenti più significativi dell’incontro è stato il seminario, tenuto dal presidente dell’associazione, Cristian Ielli, dedicato alla storia del recupero della razza. Sul finire del secolo scorso il Cane Lupino del Gigante rischiava infatti di scomparire. Da qui è nato un lungo e paziente lavoro di ricerca sul territorio dell’Appennino reggiano per individuare gli ultimi esemplari non meticciati riconducibili alla popolazione originaria. Il progetto di salvaguardia si è sviluppato attraverso il confronto tra documenti storici, fotografie dei primi decenni del Novecento e testimonianze dei pastori dell’Appennino, elementi che hanno consentito di identificare i soggetti capostipiti dai quali avviare un programma di recupero e conservazione della razza. L’importanza di questo lavoro è stata confermata anche dalla ricerca scientifica.
Le scoperte
Le analisi genetiche effettuate sui soggetti individuati come capostipiti hanno evidenziato una peculiare diversità genetica, permettendo di riconoscere il Cane Lupino del Gigante come razza canina autoctona italiana. Un risultato documentato dagli studi Genetic characterization of four native Italian shepherd dog breeds and analysis of their relationship to cosmopolitan dog breeds using microsatellite markers, pubblicato nel 2015, e Studies of modern Italian dog populations reveal multiple patterns for domestic breed evolution, pubblicato nel 2017. Per l’associazione, il raduno rappresenta soprattutto l’occasione per ribadire la propria missione: tutelare una razza che costituisce un patrimonio unico dell’Appennino reggiano.
Essere proprietari di un Lupino del Gigante significa infatti contribuire concretamente a un progetto di conservazione, promuovendo una riproduzione responsabile, evitando consanguineità e forme di ibridazione e preservando tutte le linee di sangue che costituiscono la ricchezza genetica della razza. L’impegno dell'Associazione Cane Lupino del Gigante prosegue durante tutto l’anno attraverso iniziative dedicate alla conoscenza del Luvin e alla diffusione delle proprie attività. Tra queste rientrano progetti di socializzazione, attività ludico-ricreative e percorsi di pet therapy e Interventi Assistiti con gli Animali, ambiti nei quali il Cane Lupino del Gigante continua a distinguersi per sensibilità, equilibrio e predisposizione alla relazione con l'uomo. L’obiettivo rimane quello di far conoscere una razza che affonda le proprie radici nella storia dell'Appennino reggiano e che, grazie al lavoro dell’associazione e dei suoi volontari, continua a conservare le caratteristiche che l'hanno resa unica nel corso dei secoli, trasmettendo alle nuove generazioni un patrimonio cinofilo, storico e culturale che merita di essere preservato. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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