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La tragedia

Dopo lo schianto Nicolas è rimasto per 7 ore agonizzante nel fosso: lo ha trovato il papà

Mattia Vernelli
Dopo lo schianto Nicolas è rimasto per 7 ore agonizzante nel fosso: lo ha trovato il papà

Rolo: il genitore racconta le ricerche dopo che al mattino hanno scoperto che non era rientrato la notte

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Rolo «Nicolas era buono, molto maturo per la sua età, aveva tanti sogni. Sono stati spezzati quella sera, quando è finito in un fossato con la sua moto. Sono stato io a ritrovarlo, la mattina dopo». A parlare è Luigi Caliendo, padre del 17enne finito fuori strada, sulla Romana Nord a Fossoli di Carpi lo scorso 10 luglio. Residente con la famiglia a Rolo e alunno dell’Istituto Meucci di Carpi, il giovane ha perso la vita dopo essere stato ricoverato per 11 giorni all’ospedale Maggiore di Bologna.

«All’1.35 ho ricevuto il suo ultimo messaggio. “Papà, entro le 2.15 sono a casa”. Era a una festa con alcuni suoi amici a Carpi. La mattina dopo però, intorno alle 7, quando ci siamo svegliati, Nicolas non c’era. Abbiamo capito subito che era successo qualcosa, quando tardava avvisava sempre. Così sono andato all’ospedale di Carpi, ma ci hanno detto che non era ricoverato lì. Così siamo andati alla caserma dei carabinieri, poi ho iniziato le ricerche da solo, in tutta Carpi. Ho percorso la Strada Romana Nord più volte, alla quarta ho notato il riflesso di un pezzo di plastica dal fossato. Sono andato a vedere, Nicolas era lì accanto alla sua moto, aveva perso conoscenza ma era ancora vivo. Così ho chiamato i soccorsi». Il 17enne è rimasto agonizzante per sette ore, in una punto difficilmente visibile.

«Nessuno si era accorto di mio figlio, perché era in un punto impervio e ben profondo del fossato. Il dolore è enorme, difficile da accettare. Nicolas era buono, sempre disponibile. Non gli piaceva essere a mantenuto dai genitori, voleva essere indipendente, per questo non vedeva l’ora di andare a lavorare. Si pagava le piccole spese vendendo jeans che customizzava a casa, era la sua passione. Aveva creatività e dedizione, aveva appreso da solo tecniche da stilista e modellista. Era la nostra gioia, un ragazzo perfetto».

Nicolas era molto conosciuto a Carpi, dove frequentava con ottimi voti il Meucci. «Un ragazzo educato e disponibile verso i suoi compagni – racconta il prof Luigi Agasucci – io ho avuto la fortuna di averlo come alunno per quattro anni. Mai una parola fuori posto, non ho mai avuto un problema con lui. Aveva voti altissimi». Anche la dirigente scolastica Viviana Valentini si stringe «al cordoglio della famiglia per la perdita di un ragazzo che con il suo garbo e il modo cortese, ha lasciato un segno nel nostro istituto. Era amato e benvoluto, e lascia un vuoto difficile da colmare in tutti noi». I compagni di classe lo ricordano con un aneddoto: «Un giorno stavamo facendo il brainstorming e la prof ci ha chiesto come descrivereste la nostra classe e un nostro compagno aveva detto “famiglia”, perché passando tanto tempo con la classe ci eravamo uniti così tanto che alla fine ci consideravamo una famiglia non più una classe. A tutti noi, da oggi, mancherà un pezzo di famiglia. Non abbiamo perso un compagno di classe, ma un fratello. Nicolas sarà sempre parte di noi, parte della nostra classe. Rimarrà per sempre qui con noi», concludono gli alunni. La famiglia ha deciso di donare gli organi. La salma sarà trasferita oggi alle 10.30 alle camere ardenti dell’Ospedale di Carpi. I funerali avranno luogo alla Chiesa di Rolo domani alle 10.30. Nicolas lascia il papà Luigi, la mamma Deborah, e le sorelle Valentina ed Emily e il fratello Braian.  © RIPRODUZIONE RISERVATA

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