La pericolosa sfida dei ragazzi: si buttano davanti alle auto in movimento. Al volante c’era il sindaco
Rubiera: Emanuele Cavallaro era andato a controllare di notte la segnalazione di schiamazzi, quando si è trovato davanti all’assurdo gioco. «In due si son scusati, gli altri sono fuggiti»
Rubiera Due ragazzi che si lanciano all’improvviso davanti a un’auto in movimento, costringendo il conducente a una brusca frenata. Una bravata che avrebbe potuto avere conseguenze drammatiche e che potrebbe essere legata a una sorta di sfida tra giovanissimi. Al volante, poco prima della mezzanotte tra martedì e ieri, c’era il sindaco Emanuele Cavallaro. Il primo cittadino aveva deciso di uscire di casa e raggiungere la zona del palasport, in via Prampolini, dopo alcune segnalazioni ricevute nelle ultime settimane per schiamazzi e gruppi di ragazzi che si ritrovano abitualmente nell’area durante le sere d’estate.
«Volevo vedere la situazione e parlare con i ragazzi. È giusto che stiano insieme e vivano il paese, ci mancherebbe. Però bisogna anche prevenire i comportamenti pericolosi». Mentre percorreva la strada, due giovani, all’apparenza tra i 14 e i 16 anni, si sono buttati davanti alla sua auto a braccia aperte. Cavallaro è riuscito a fermarsi in tempo. «Se fossi arrivato un po' più forte, se fossi stato distratto, stanco o magari qualcun altro avesse avuto riflessi meno pronti, oggi staremmo parlando di una tragedia», racconta.
Il sindaco ha fatto inversione, ha raggiunto il gruppo e ha parlato con i ragazzi. Due di loro, dopo averlo riconosciuto, si sono scusati, mentre quelli che avevano materialmente compiuto il gesto si sono allontanati. L'episodio è stato poi segnalato per i dovuti accertamenti alla polizia locale. «Scherzare con le auto in movimento non è un gioco. Basta un attimo perché succeda l'irreparabile. Per questo mi appello ai ragazzi e anche alle loro famiglie». Il sindaco chiarisce un aspetto. «È bello vedere i ragazzi che escono, passeggiano e si ritrovano in paese. Nessuno vuole impedirglielo. Però è importante che gli adulti sappiano dove sono e cosa fanno, perché certi comportamenti possono avere conseguenze gravissime». © RIPRODUZIONE RISERVATA
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