Caso Roggero, quanti a Reggio Emilia hanno il porto d’armi per difesa personale e perché possono averlo
Per ottenerlo serve un’articolata documentazione sulle necessità e un certificato di salute. La decisione spetta al prefetto, ecco le condizioni che impediscono di ottenerlo
Reggio Emilia Sono 161 i cittadini che abitano in provincia di Reggio Emilia che risultano, secondo i dati della Prefettura, detentori di un porto d’armi per la difesa personale. Il tema sale alla ribalta dopo il caso di Mario Roggero, il gioielliere di 72 anni, condannato a 14 anni e due mesi per aver ucciso due rapinatori. Caso che ha suscitato clamore nazionale e che ha innescato un acceso dibattito sulla detenzione di armi.
I 161 residenti della provincia reggiana che detengono il porto d’armi, lo hanno per difesa personale. Un’autorizzazione che fa sì che si possa avere soltanto un’arma corta. In altre parole, una pistola. Rimangono fuori da questo tipo di autorizzazioni, i detentori di armi da caccia e per utilizzo sportivo. Complessivamente, in Italia, sono invece 9mila i detentori di porto d’armi per difesa personale.
Per richiedere il porto d’armi per difesa personale sono necessarie alcune caratteristiche da cui non si può prescindere. Tra queste, come spiega la Prefettura, occorre presentare la documentazione che certifica l’effettivo bisogno di portare l’arma corta per difesa personale. Ad esempio, la licenza per il commercio o per la lavorazione di oggetti preziosi, o il libretto di lavoro per coloro che svolgono l'attività di portavalori. Serve, inoltre, un certificato medico di idoneità psicofisica e la frequentazione di un corso di tiro a segno nazionale per dimostrare di maneggiare e sparare in sicurezza. La domanda, con la documentazione necessaria a certificare di avere i requisiti indispensabili all’ottenimento del porto d’armi, dev’essere presentata o inviata alla Prefettura della provincia in cui abita chi presenta la richiesta.
Il prefetto ha, infatti, la facoltà di concedere, in caso di dimostrato bisogno, l'autorizzazione a circolare armato. Ovviamente, come detto, chi richiede quest’autorizzazione deve dimostrare che esiste concretamente la necessità di circolare armato per difesa personale. Sono gli articoli 11 e 43 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza del Regio Decreto 773 del 1931 a indicare le condizioni in presenza delle quali l’autorizzazione deve o può essere negata. Tra queste ci sono le condanne superiori a tre anni, misure di sicurezza o nel caso il richiedente sia un delinquente abituale. La licenza deve essere rinnovata ogni anno. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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