Gazzetta di Reggio

Reggio

Zona stazione

Identificata la donna trovata morta in un garage di via Turri: aveva 41 anni e da un mese viveva nel degrado

Ambra Prati
Identificata la donna trovata morta in un garage di via Turri: aveva 41 anni e da un mese viveva nel degrado

Reggio Emilia: la scoperta nel pomeriggio, sul posto la polizia scientifica

3 MINUTI DI LETTURA





Reggio Emilia E’ stata identificata la donna trovata morta nel garage di via Turri. Si tratta di una 41enne di nazionalità italiana di origini marocchine, residente in un Comune della provincia. Da un mese, secondo le testimonianza, viveva in quel degrado. E’ stato aperto un fascicolo per morte come conseguenza di altro reato. L’ipotesi prevalente è che si tratti di una overdose.
 

Dove è successo
Il luogo è il dedalo di rimesse interrate sul retro dei palazzoni che si snoda dalla pescheria fino alle Torri, nel tratto tra i civici 29 e 30 di via Turri. Un posto degradato, pieno di immondizia abbandonata e da sempre afflitto dalle occupazioni abusive, non a caso foriere in passato di incendi e di altre decessi senza un perché.

Cosa è successo

L’allarme è scattato nel primo pomeriggio di ieri. Poco dopo le 14 un residente che andava a prendere la propria auto ha visto nella parte più interna un portone basculante aperto: si è avvicinato e ha visto una donna senza vita, riversa tra uno zaino, una poltrona, una sedia da ufficio, scatoloni e povere masserizie. La telefonata è arrivata al Comando di polizia municipale, che ha girato la segnalazione alla Questura. Sul posto sono arrivate in prima battuta le Volanti.

La giovane, trovata senza vita, non aveva i documenti con sé e, da una prima verifica, è risultata senza precedenti penali. Perciò la palla è passata alla Squadra Mobile e agli esperti della polizia Scientifica, che hanno coperto l’entrata del box con un lenzuolo bianco e sono rimasti a lungo a prelevare campioni e ad eseguire i rilievi.

Solo alle 18.30, dopo il sopralluogo del pm di turno Stefano Finocchiaro insieme al dirigente della Mobile, Andrea Napoli, gli agenti della Scientifica hanno terminato di documentare la scena. Il corpo è stato recuperato dalle onoranze funebri Croce Verde, che lo ha trasportato al cimitero di Coviolo in attesa delle disposizioni della Procura. I poliziotti hanno poi apposto i sigilli all’autorimessa, sotto sequestro.

Secondo chi conosce bene il quartiere, la giovane era di origine italo-marocchina: parlava arabo e si accompagnava spesso con altre persone con dipendenze. Perciò l’ipotesi prevalente è che il decesso sia stato provocato da un’overdose, ma considerando che nell’ambiente violento di quel sottobosco si può morire anche per una manciata di euro o per un diniego gli inquirenti mantengono il massimo riserbo sulle indagini.

Durante i lunghi accertamenti della polizia di Stato, che ha delimitato l’area, si è registrato un pellegrinaggio di cittadini, che si sono sporti dai parapetti o sono scesi giù per la rampa. Tra questi dei residenti in via Paradisi, che pensano di conoscere la vittima. «Fino a qualche mese fa c’era un gruppo di ragazze sui 20 anni che occupavano i nostri garage. Grazie al nostro impegno, i box sono stati sigillati e il gruppo si è spostato in via Turri». Un giovane che l’aveva già trovata nel garage racconta: «Mora, con i capelli lunghi. L’ho vista la mattina precedente, in brutte condizioni, sulla strada: era sdraiata con il viso appoggiato sulla mano, come se dormisse».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google