Torneo della Montagna: è la Querciolese ad alzare la coppa
Una rete del classe 2008 Bartolotta regala il primo titolo alla formazione di San Giovanni. Non riesce il bis ai campioni della Spqm Montecavolo apparsi troppo sterili davanti
Baiso Ci sono delle prime volte che non si scordano mai. Delle prime volte che rimarranno scritte nella pietra e che continueranno a vivere nelle memorie della gente. La Querciolese è campione. Gli uomini guidati dal mister Bonini hanno fatto la storia ieri sera allo Spezzani: la Querciolese ha infatti battuto la Spqm Montecavolo e si è aggiudicata il suo primo Torneo della Montagna. L’uomo della partita, l’mvp è senza dubbio Michael Bartolotta. Il classe 2008 infatti con una magia ha segnato la rete decisiva che ha consentito ai suoi di conquistare il trofeo.
Al 13’ del secondo tempo è cambiata la partita: prodezza assoluta del subentrato Michael Bartolotta, che dopo neanche un minuto dall’ingresso al campo ha accarezzato la palla in area, dribblato un avversario per poi far girare il mancino sul secondo palo e togliere le ragnatele dall’incrocio. Con un colpo di classe e raffinatezza si è dunque sbloccata una gara contratta: serviva un guizzo, una giocata di qualità per rompere gli equilibri. Ci ha pensato Micheal Bartolotta, che dopo l’errore sul dischetto in finale giovedì con la Juniores, ha fatto impazzire i tifosi. Un colpo di genio di un giovane talento, dunque, ha determinato una finale per lo più piatta e con poche emozioni. Sono stati di studio, infatti, i 5 minuti iniziali. La posta in gioco era alta e nessuno voleva assumersi delle responsabilità.
Sembrava pesare come un macigno il pallone sul manto dello Spezzani. Il primo squillo è arrivato con Kuci, fantasista della Querciolese, che dai 30 metri ha lasciato partire un bolide largo. Al 10’ ancora nessuna emozione, gioco spezzettato e poca palla a terra: il lato agonistico ha prevalso su quello tecnico. Ecco la prima occasione: percussione centrale e apertura per Boschiroli, che da posizione defilata ha calciato sull’esterno della rete. Jakimovsky al quarto d’ora dal limite in sforbiciata ha fatto registrare il primo tiro in porta, ma la conclusione, innocua, è stata accolta tra le braccia sicure di Vlas. Ancora Spqm, che sembrava aver preso il pallino del gioco nella fase centrale del primo parziale: grande triangolazione al 20’ sulll’out destro per liberare Mattioli, che ha crossato dopo una sovrapposizione ben fatta: palla sulla testa di Benassi, che però ha sprecato un’ottima occasione da posizione ravvicinata. Alla mezz’ora è arrivato il risveglio della Querciolese, trainata dall’esterno sinistro d’attacco Piscopo, che per ben due volte ha impegnato l’estremo difensore Celeste: prima una parata in tuffo, poi una presa semplice. Qualche lampo ha illuminato quindi un primo tempo abbastanza piatto: nei primi 45 minuti infatti la partita è stata adatta anche ai deboli di cuore e il punteggio ancora fermo sullo 0-0 non ha fatto arrabbiare nessuno. Qualche rammarico per il Montecavolo, che con Fabio Piermattei ha gestito male due punizioni da posizione invitante.
Anche il presidente della Figc Emilia Romagna, Simone Alberici, ha dichiarato alla Gazzetta durante l’intervallo: “è stato un primo tempo con poche emozioni, nonostante in campo ci siano giocatori di rilievo e con passati importanti. Tuttavia la kermesse è stupenda e ci ricorda la meraviglia del calcio. Spero che la finale finisca nei 90 minuti: perdere ai rigori fa malissimo. E poi - ha aggiunto - sarebbe bello vedere qualche gol». Forse anche i giocatori hanno sentito le parole di Alberici: al 2’ della ripresa gran botta ancora di Kuci, che ha fatto sfoggio delle sue doti balistiche. Pronta la risposta di Celeste, che ha deviato in corner. Ed infine, il lampo. Bartoletta neo entrato ha deciso la partita con una rifinitura da giocatore vero. Una volta passata la mezz’ora della ripresa, a farla da padrone è stato il nervosismo. Tre gialli in fila, tanti colpi e gioco troppo spesso interrotto. Animi tesissimi anche in panchina, con membri dello staff e giocatori del Spqm espulsi. Negli ultimi 20 minuti di partita non è stato calcio, ma lotta greco-romana. Nonostante tutto, a San Giovanni di Querciola la festa è grande.
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