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L’intervista

«Aprii quel garage e trovai una donna»: il video in via Turri dei tiktoker un mese prima della tragedia

Alice Benatti
«Aprii quel garage e trovai una donna»: il video in via Turri dei tiktoker un mese prima della tragedia

Il 22enne Yves: «Quando ho saputo cos’era successo ho pensato che, ancora una volta, una persona che forse poteva essere aiutata non lo è stata. Quel garage era finito nel nostro video»

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Reggio Emilia Un mese fa avevano aperto quel garage davanti a decine di persone collegate in diretta su Facebook. Dentro, seduta nel buio, c’era una donna. Venerdì scorso, nello stesso box semiaperto dietro i palazzoni al civico 30 di via Turri, è stata trovata una 41enne senza vita, probabilmente stroncata da un’overdose, sulla cui morte indaga la Squadra Mobile. Quel filmato era stato pubblicato da Yves (yves_tawia), 22 anni, residente in zona stazione e volto della pagina TikTok @cosedaneri, insieme all’amico Musta (@kyzen_ait), e al content creator modenese Mattia Meschieri, conosciuto come l’Insolente (insolente_official). Da tempo attraversano alcune delle aree considerate più degradate di Reggio Emilia – e di altre città – documentandone le criticità con l’obiettivo di mostrare ciò che spesso resta nascosto. Dopo il ritrovamento del corpo della donna, abbiamo chiesto a Yves di ripercorrere quel video e di raccontare come vive, da residente, la situazione del quartiere.

Quando hai saputo di una donna trovata morta in quello stesso garage, qual è stata la tua prima reazione?

«Ho pensato che, ancora una volta, una persona che forse poteva essere aiutata non lo è stata. Quel garage era finito nel nostro video. Eravamo in diretta io, Musta e l’Insolente. Eravamo partiti dalla stazione per mostrare alcuni dei luoghi più degradati della città e, arrivati in via Turri, abbiamo iniziato a guardare dentro alcuni garage semiaperti. In quello dove venerdì scorso è stata trovata la donna senza vita avevo la sensazione che ci fosse qualcuno. Abbiamo aperto e dentro c’era una donna. Noi pensiamo possa essere la stessa persona, ma non ne abbiamo alcuna certezza».

Non vi siete sentiti a disagio nel trovarvi davanti quella donna con la telecamera accesa?

«Sì, infatti abbiamo richiuso subito il garage. La cosa che ci ha colpito è che lei non ha reagito in alcun modo. Una persona in condizioni normali avrebbe detto qualcosa, invece è rimasta completamente passiva». Come hanno reagito invece le persone al video? «Quel filmato, postato su TikTok e Instagram, era un estratto della diretta e alcuni commenti sono stati negativi: le persone non capivano perché fossimo andati proprio lì. Ma il nostro obiettivo non è spettacolarizzare queste situazioni. I nostri video vogliono denunciare il degrado urbano e fare in modo che chi ha responsabilità possa intervenire. Nel quartiere servono sicuramente più controlli da parte delle forze dell’ordine, ma c’è bisogno anche di persone, amministratori, che abbiano competenze e lavorino ogni giorno per contrastare il degrado nella zona».

Voi residenti, però, avete già iniziato a muovervi in prima persona.

«Sì, ma non possiamo essere noi a risolvere da soli i problemi del quartiere. Nel civico 10 di via Paradisi, insieme ad altri residenti, abbiamo installato un cancello nel passaggio tra via Paradisi e via Turri, che era diventato un punto di ritrovo per lo spaccio. Poi abbiamo iniziato a riqualificare una galleria, ripitturando i muri pieni di scritte. Ora vogliamo proseguire con la pulizia dei box ed estendere questi interventi anche al resto della via e a via Turri. L’idea è rendere il quartiere più bello e più vivibile».

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