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Ecco gli Home restaurant da provare in Appennino Reggiano

Alberto Ferrari
Ecco gli Home restaurant da provare in Appennino Reggiano

Si entra nell’abitazione di chi prepara il pranzo o la cena, si condividono spazi domestici e spesso anche conversazioni. Vi raccontiamo cinque di queste proposte

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C’è un modo diverso di conoscere l’Appennino reggiano. Non passa soltanto dai sentieri, dalle faggete o dai panorami che si aprono sulla Pietra di Bismantova, ma dalla tavola di una casa. Una tavola apparecchiata per pochi ospiti, dove chi cucina è anche chi racconta il territorio, le sue stagioni e la propria storia. È il mondo degli Home Restaurant, una realtà ancora di nicchia ma in costante crescita, che sta trovando nelle montagne reggiane un terreno ideale. A differenza del ristorante tradizionale, l’Home Restaurant offre un’esperienza più intima: si entra nell’abitazione di chi prepara il pranzo o la cena, si condividono spazi domestici e spesso anche conversazioni. Il cibo diventa così il punto di partenza per raccontare un territorio, le sue produzioni e il valore della convivialità. In un’epoca in cui il turismo cerca autenticità più che standardizzazione, questa formula rappresenta una risposta concreta. Chi sceglie un Home Restaurant non cerca soltanto un buon piatto di tortelli o una cena particolare: cerca un’esperienza, il contatto con chi vive davvero la montagna e la possibilità di scoprire luoghi che difficilmente comparirebbero nei circuiti del turismo di massa. L’Appennino reggiano, con i suoi piccoli borghi e la sua forte tradizione gastronomica, sembra fatto apposta per questo modello di ospitalità. Gli Home Restaurant valorizzano proprio questo patrimonio, proponendo menù costruiti con ingredienti locali e spesso autoprodotti, che rispettano i cicli della natura. Negli ultimi anni sono nate diverse realtà che interpretano questa filosofia in modi differenti.

A Cortogno di Casina, nel cuore della Valle del Tassobbio, Villa Villacolle ha dato vita al primo Home Restaurant vegano dell’Appennino reggiano: il menu cambia seguendo il raccolto dell’orto e la disponibilità delle materie prime, in gran parte prodotte direttamente nell'azienda agricola che ospita l’attività. L’attenzione è rivolta alla filiera corta, alla stagionalità e a un’ospitalità che privilegia piccoli gruppi e convivialità. Il laboratorio propone degustazioni su prenotazione, con un ventaglio di creazioni vegetali che sorprende per semplicità e creatività. Dalla passata di pomodoro ai burger di verdure, dai ragù vegetali ai pesti stagionali per condire la pasta, fino alle conserve, agli sciroppi e alle composte: ogni prodotto è frutto di una lavorazione artigianale, sostenibile e biologica. Niente è industriale, tutto nasce dalla terra e viene pensato per valorizzarla.

A Parisola di Castelnovo Monti, Come Una Volta Home Restaurant punta invece sulla cucina della tradizione, con pasta fresca fatta a mano, ricette di famiglia e ingredienti del territorio. Tra gnocco fritto, tortelli e funghi cucinati in ogni maniera, Come Una Volta è una sala da pranzo dove buon cibo, tradizione e compagnia si fondono in un’esplosione di sapori che, come quelli della madeleine di Proust, riporta i clienti a quei pranzi domenicali dalla nonna. Anche qui il numero ridotto di ospiti permette di ricreare un’atmosfera domestica, trasformando il pranzo o la cena in un'occasione di incontro oltre che di degustazione.

Gli stessi principi guidano anche l’Home Restaurant Al Casel di Gombio: polenta, lasagne, gnocco fritto, cappelletti, arrosti di maiale e coniglio sono tra le portate della storia culinaria dell’Appennino che troverete a Gombio.

Per un pranzo o una cena panoramica, invece, non si può dimenticare Il Viandante di Canossa. Home Restaurant a gestione familiare, Il Viandante fonde piatti tipici e ricette dal mondo, per offrire ai clienti un pasto all’insegna del gusto e della meravigliosa vista sul Castello di Canossa. Anche al Viandante la filosofia ispiratrice è quella della cura e della ricerca del prodotto: le materie prime infatti provengono da produttori locali.

Tra le esperienze più recenti infine si aggiunge anche Ca' Barambon, sulle colline di Vezzano sul Crostolo, nato dal nuovo progetto di Alessandro Belli ed Elisa Migliari dopo la lunga esperienza all'Arrogant Pub. Immerso nel bosco, propone un'ospitalità che unisce cucina, camere ed esperienze nella natura, con un forte richiamo ai ritmi lenti, ai prodotti del territorio e alla condivisione della tavola.

Pur con proposte gastronomiche molto diverse tra loro, dalla cucina vegetale di Villa Villacolle, a quella tradizionale di Come Una Volta e di Al Casel, passando per Il Viandante fino alla ricerca contemporanea di Ca Barambon, queste realtà condividono alcuni elementi comuni: prenotazione obbligatoria, pochi coperti, attenzione alle produzioni locali e un rapporto diretto con gli ospiti. Sono caratteristiche che permettono di valorizzare aziende agricole, piccoli produttori e filiere di prossimità, generando ricadute positive sull’economia locale. Per un territorio che punta sul turismo lento, gli Home Restaurant rappresentano quindi molto più di una curiosità gastronomica. Sono un modo innovativo di fare accoglienza, capace di raccontare l’Appennino attraverso la cucina e le persone che lo abitano. In un'epoca in cui i viaggiatori cercano esperienze autentiche, aprire la porta di casa può diventare uno dei modi più efficaci per promuovere la montagna reggiana e le sue eccellenze.

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