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Odonomastica e antifascismo, il progetto del liceo Canossa finisce in Regione: è scontro tra FdI, studenti e istituzioni

Serena Arbizzi
Odonomastica e antifascismo, il progetto del liceo Canossa finisce in Regione: è scontro tra FdI, studenti e istituzioni

Reggio Emilia, video-risposta dei ragazzi al consigliere Aragona. La Provincia: «Serve un confronto»

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Reggio Emilia Il progetto presentato dal liceo Matilde di Canossa, anticipato dalla Gazzetta lo scorso febbraio, diventa un caso in Regione. Il progetto è incentrato sulla odonomastica locale, ovvero la presa di consapevolezza storica e di educazione alla cittadinanza che passa dalla sostituzione di nomi propri di vie, dall’inserimento di codici Qr o di spiegazioni che illustrino la storia di quei nomi o, ancora, di percorsi e installazioni artistiche.

Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Alessandro Aragona, ha presentato nei giorni scorsi un’interpellanza per chiedere se la Regione è favorevole al progetto presentato dal liceo Matilde di Canossa. Il documento, come spiegato dalla Gazzetta, è stato elaborato nell’ambito del corso pomeridiano denominato: "Critica della ragione razzista" e «propone una rilettura della storia locale e nazionale attraverso categorie interpretative di carattere politico e ideologico», afferma il consigliere regionale. L’assessora regionale alla Scuola, Isabella Conti, ha risposto favorevolmente sul progetto: «La Giunta ritiene che l’esperienza descritta si collochi nell’ambito delle ordinarie attività educative e di cittadinanza attiva che caratterizzano il sistema scolastico nel rispetto dell’autonomia delle istituzioni e delle competenze: l’antirazzismo non è una bandiera di una parte politica, è uno dei fondamenti culturali e costituzionali della nostra democrazia».

Parole alla luce delle quali Aragona si è detto insoddisfatto e ha accusato il progetto di strumentalizzare gli studenti. Ma non è finita qui. Nei giorni scorsi, gli studenti del collettivo "Matilde di Canossa" hanno creato un video in cui si parla di “repressione della destra”, riferito all’intervento di Aragona e, tra l’altro, di “censura” da parte del ministro Valditara. «Ringrazio di cuore i ragazzi, non solo per avermi dedicato un minuto, ma anche per avermi confermato oltre ogni aspettativa la manipolazione ideologica in atto nelle scuole reggiane», risponde il consigliere. Non si è fatta attendere la risposta della vicepresidente della Provincia con delega alla scuola, Francesca Bedogni, che invita a far sì che la scuola rimanga «un luogo di confronto, non un terreno di scontro» dopo la pubblicazione del video sul profilo social di Aragona, sotto il quale numerosi utenti parlano di strumentalizzazione dei ragazzi.

«Non posso nascondere il dispiacere, e anche un certo imbarazzo, per il modo in cui le parole delle studentesse e degli studenti sono state accolte - commenta Bedogni -. Le loro opinioni sono state trattate con sufficienza e sarcasmo, mentre il loro video è stato rilanciato all’interno di una polemica politica, esponendo ragazze e ragazzi a reazioni e commenti che, come troppo spesso accade sui social, possono facilmente diventare offensivi. Credo sia necessario porsi alcune domande. Davvero, nel confronto politico, tutto può diventare uno strumento di contrapposizione? Oppure esistono responsabilità e limiti che chi ricopre un ruolo istituzionale dovrebbe sentire ancora più fortemente, soprattutto quando sono coinvolte persone giovani?». Bedogni si rende poi disponibile a «un confronto in presenza» tra i coinvolti, perché «la scuola possa continuare a essere un luogo di dialogo». l© RIPRODUZIONE RISERVATA

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