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La tragedia

Via Turri, ecco chi era la donna trovata morta nel garage

Serena Arbizzi
Via Turri, ecco chi era la donna trovata morta nel garage

Reggio Emilia, si chiamava Sadkani Kawtar, la presidente de La Nuova Luce le aveva parlato

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Reggio Emilia Si chiamava Kawtar Sadkani, aveva 41 anni, compiuti lo scorso gennaio, ed era nata a Casablanca, in Marocco. Risultava residente a Guastalla. È lei la donna trovata senza vita in un garage di via Turri venerdì scorso. Il corpo è stato ritrovato in una delle rimesse interrate dietro i palazzoni, nel tratto che va dalla pescheria fino alle Torri, tra i civici 29 e 30 di via Turri.

Kawtar si era rivolta a più persone per chiedere aiuto. E la moschea l’aveva sostenuta pagandole qualche pernottamento in albergo. La 41enne si era rivolta anche all’associazione La Nuova Luce, molto attiva su più fronti nel fornire aiuti ai senzatetto nel quartiere della stazione, ma non solo. «Ho il cuore a pezzi - confida Maria Diletto -. Ho sperato fino all’ultimo che non fosse lei. Poi, dopo venerdì, ho provato a chiamarla più volte, ma non mi ha mai risposto. Non si può morire in un garage, da soli, in quelle condizioni. Non possiamo permettere che succeda una tragedia simile». «Si era rivolta a noi per chiedere aiuto - ricostruisce la presidente de La Nuova Luce -. Mi disse che la moschea le aveva pagato qualche giorno in albergo. Me lo disse chiaramente: “Questa sera io dormo in hotel, me lo ha pagato la moschea, però da domani sono in strada”. E mi aveva chiesto una casa, una stanza. Le avevo anche mandato un messaggio. Purtroppo non lo leggerà mai...».

Maria Diletto ha saputo costruire una squadra che la aiuta nel sostenere la popolazione più fragile della città, molta della quale orbita intorno al quartiere della stazione. «Siamo tutti sconvolti per quanto successo», rivela Maria che con l’associazione sta valutando di organizzare un momento commemorativo per ricordare Kawtar, un modo per ribadire il valore della vita e dell’unicità di ogni individuo, a prescindere dalle condizioni di fragilità in cui versi la sua esistenza. «Organizzeremo una preghiera come abbiamo fatto in altre occasioni», conferma la presidente dell’associazione. l© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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