Chiusura Galleria del Seminario, il presidente dell’Unione: «Disagi inevitabili, ma ci vuole responsabilità»
Emanuele Ferrari, invita ad abbassare i toni del dibattito e a riportare l’attenzione sulle ragioni dell’intervento
Carpineti «I disagi saranno inevitabili, ma è fondamentale affrontare questa fase con responsabilità e senza trasformarla in uno scontro politico». A pochi giorni dall’avvio dei lavori Anas che comporteranno la chiusura della Galleria del Seminario sulla statale 63 per circa nove mesi, il presidente dell’Unione Montana e sindaco di Castelnovo Monti, Emanuele Ferrari, invita ad abbassare i toni del dibattito e a riportare l’attenzione sulle ragioni dell’intervento.
«In questi giorni ho letto molte ricostruzioni sulla vicenda - afferma Ferrari - ma credo sia sbagliato cercare un colpevole. Siamo di fronte a un problema reale che va affrontato con senso di responsabilità». Il riferimento è ai lavori di adeguamento della galleria, programmati da Anas dopo il grave incidente avvenuto nei primi mesi dell’anno, quando un pulmino prese fuoco all’interno del tunnel senza provocare conseguenze alle persone. Per Ferrari si tratta di «un intervento molto rilevante, da oltre 10 milioni di euro, necessario per migliorare la sicurezza di una delle principali infrastrutture dell’Appennino». Il presidente dell’Unione ricorda inoltre come negli ultimi decenni la statale 63 sia stata interessata da numerosi interventi che ne hanno progressivamente migliorato sicurezza e tempi di percorrenza, grazie al lavoro condiviso di Anas e delle istituzioni: «In queste settimane il confronto tra sindaci, Provincia, Regione, Prefettura e Anas è stato continuo - prosegue -. Non credo ci sia mai stato un coordinamento così intenso su questa vicenda».
«L’impatto si farà sentire sul turismo, sulle attività economiche, ma soprattutto sui tanti pendolari che ogni giorno attraversano la galleria per raggiungere il lavoro, la scuola o i servizi - precisa il Ferrari -. Sono persone che scelgono di continuare a vivere in montagna e rappresentano una risorsa fondamentale per il nostro territorio. A loro va la nostra attenzione principale». Aggiunge Ferrari: «L’Appennino ha ancora bisogno di investimenti sulle proprie infrastrutture, a partire dalla riqualificazione della statale 63 tra La Bettola e il Bocco. I prossimi mesi saranno complicati, ma solo mantenendo una collaborazione tra tutte le istituzioni potremo tutelare il territorio e costruire le condizioni per il suo sviluppo futuro». Anche Italia Viva Appennino, attraverso il referente Robertino Ugolotti, chiede un percorso condiviso per affrontare le conseguenze del cantiere: «L’obiettivo non deve essere quello di alimentare polemiche - afferma Ugolotti - ma di costruire soluzioni condivise. I lavori sono indispensabili per migliorare la sicurezza della statale 63, ma è altrettanto importante ridurre al minimo l’impatto su cittadini, pendolari, imprese e attività commerciali».
Per questo Italia Viva propone l’istituzione di un tavolo permanente che coinvolga Anas, Regione Emilia-Romagna, Provincia, Comuni e rappresentanze economiche e sociali. L’obiettivo è garantire un’informazione costante sull’andamento dei lavori e affrontare con tempestività eventuali criticità: «Questa può essere l’occasione per rafforzare il dialogo e accompagnare un’opera necessaria con la massima attenzione», conclude.l© RIPRODUZIONE RISERVATA
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