Il primo assunto del laboratorio Do-Mani: Francesco De Riggi entra in Gep Informatica
Il giovane ha iniziato a lavorare per l’azienda di Correggio che si occupa di progettazione e sviluppo di software
Correggio Francesco De Riggi è il primo ragazzo del laboratorio socio-occupazionale Do-Mani assunto da un’azienda, la Gep Informatica di Correggio, che si occupa di progettazione e sviluppo di software per la gestione della logistica di magazzino e dei t rasporti.
Dopo la scuola qual è stata l’incertezza più grande?
«Non trovare un lavoro adeguato alle mie potenzialità e capacità. Avevo paura di fallire...».
Quale aiuto hai avuto?
«Con il passare del tempo, grazie a Do-Mani, la cooperativa Accento e l’Ufficio di collocamento mirato, sono riuscito a fare il mio colloquio di lavoro alla Gep Informatica srl. Ho conosciuto Maurizio Minniti, il mio tutor aziendale nonché il mio responsabile. Dopo il colloquio hanno preparato tutte le carte, rispettando le procedure per il tirocinio».
Ti ricordi il tuo primo giorno di lavoro?
«Certo, martedì 1 luglio 2025. Sono stato accolto e mi sono stati mostrati la mia postazione e l’ambiente lavorativi, infine ho firmato il contratto come tirocinante, dopodiché, come prima attività, mi sono occupato della gestione del data entry. Ero affiancato da colleghi, che sono i referenti di quella mansione, e dall’educatore Vlad Buhusanu della cooperativa Accento».
Hai vissuto con timore questo primo incarico?
«All’inizio sì, perché per me tutti quei codici erano arabo, ma mi hanno spiegato, mi sono preso tutti gli appunti e man mano ho capito i vari significati».
Come hai superato imbarazzo e le incertezze?
«Con il passare del tempo, ho visto da parte dei colleghi un’apertura nei miei confronti e ho acquisito maggiore fiducia in me stesso».
La presenza di Vlad in affiancamento ti turbava?
«Vlad è un tutor d’eccezione. Con lui avevo già condiviso il percorso degli studi superiori, questo mi ha incoraggiato, oltre alla forte sintonia personale. Lui ha guidato l’inserimento e la formazione: il conoscerci da prima ha favorito un comunicazione fluida e un apprendimento estremamente rapido ed efficace delle procedure operative e dei sistemi aziendali».
Come eravate organizzati?
«Con Vlad inizialmente facevo tutta la giornata, poi man mano gli riducevano il numero delle ore, perché comunque notavano che acquisivo sempre più conoscenze e più padronanza. Concluso il tirocinio, mi hanno fatto firmare il contratto a tempo determinato: ora faccio cinque ore per cinque giorni alla settimana, un part-time».
Che obiettivi avevi e hai?
«Quello di un contratto a tempo indeterminato full-time per otto ore dal lunedì al venerdì per continuare ad acquisire nuove conoscenze e concetti e imparare cose nuove da mettere in pratica nelle mie mansioni».
Con questa autonomia cosa intendi fare?
«Ora sono molto contento. Il mio stipendio mi rende indipendente, cosa non scontata a quest’età. Mi auguro, con calma, di riuscire a togliermi tante soddisfazioni personali e lavorative; come per esempio la patente e una macchina, di prendermi la certificazione di Microsoft Word e quella di Excel avanzato».
Cosa diresti ai ragazzi che si approcciano al lavoro?
«Gli consiglierei un percorso come il mio con l’affiancamento e con l’aumento delle ore in modo progressivo, augurandogli soprattutto di trovare un ambiente lavorativo e dei colleghi che lo valorizzino anziché sminuirlo». l© RIPRODUZIONE RISERVATA
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