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La protesta

Mini market, Ascoltare Santa Croce chiede di estendere la chiusura notturna: «L’ordinanza lascia troppi buchi»

Ambra Prati
Mini market, Ascoltare Santa Croce chiede di estendere la chiusura notturna: «L’ordinanza lascia troppi buchi»

Reggio Emilia, Il provvedimento entra in vigore oggi, ma il comitato denuncia l’esclusione di alcuni tratti del quartiere e chiede al Comune di ampliare il perimetro per evitare facili aggiramenti della misura

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Reggio Emilia «L’ordinanza sulla chiusura notturna dei mini market taglia fuori diversi tratti del quartiere Santa Croce. Chiediamo al Comune di estendere il provvedimento, che entrerà in vigore oggi, per renderlo più efficace: si provveda a completare la chiusura del perimetro di Santa Croce». Stefano Buffagni, portavoce del comitato Ascoltare Santa Croce, interviene sull’ordinanza del sindaco Marco Massari.

Una settimana fa la giunta aveva annunciato una seconda ordinanza preventiva, dopo quella antibivacco scattata il 15 giugno scorso. Nel mirino i mini market etnici e i negozi di prossimità, che dovranno chiudere dalle 22 alle 6 dalla giornata odierna (1 agosto) e per l’intero mese di agosto (fino al 31). Una "stretta" notturna finalizzata a contrastare il degrado nelle aree più a rischio, con la novità che l’ordinanza è stata allargata: oltre alla stazione storica e al centro storico compresa la circonvallazione - che ricalca le misure estive degli anni precedenti - rientrano per la prima volta i quartieri di Santa Croce, Gardenia, Gattaglio e il cimitero Monumentale. Una scelta presa su precisa richiesta dei comitati cittadini, come Ascoltare Santa Croce, che aveva plaudito la novità invitando i residenti a vigilare e a segnalare subito alle forze dell’ordine in caso di anomalie.

Senonché il comitato Ascoltare Santa Croce ha scoperto solo ora, «guardando e riguardando la cartina, visionando attentamente i perimetri e chiedendo lumi alla polizia locale», che qualcosa non tornava. «Ho dovuto leggere e rileggere più volte per capire il documento. Sono state fatte delle differenziazioni, delle quali non si comprende la ratio, all’interno del medesimo quartiere - spiega Buffagni - Ad esempio: viale Ramazzini è stato tagliato in due, perciò un negozio al civico 40 vicino alla ferrovia rientra nell’ordinanza mentre dopo la ferrovia il limite decade e due market etnici, i più turbolenti, restano fuori. Pure viale Regina Margherita è esente dall’ordinanza. Via Adua vi ricade solo in parte: il tratto dall’incrocio di via Veneri fino al Conad Le Vele è escluso, perciò nulla cambia per Tyson Frutta, che rimane aperto 24 h su 24 sette giorni su sette. Ci fa piacere perché quell’ortofrutta, a differenza di altri mini market, non sta creando alcun problema. Però rimane assurda un’applicazione del genere: non si capisce il motivo di queste esclusioni all’interno di una stessa strada».

È evidente, prosegue Buffagni, «che chi ha approntato l’ordinanza non conosce il territorio e non ha fatto dei sopralluoghi. L’azione più semplice sarebbe stata comprendere l’intero viale Ramazzini, l’intera via Adua fino alla rotonda del Conad e viale Regina Margherita». La Gazzetta di Reggio ha interpellato diversi titolari di mini market che, seppur incerti sull’applicazione pratica, si sono detti d’accordo con la chiusura alle 22, come già fanno quasi tutti del resto. Anche se qualche esercente ha osservato le ordinanze a macchia di leopardo sono facili da aggirare: i clienti che vogliono bere possono spostarsi da un quartiere all’altro. «Ma così basta percorrere pochi metri», osserva Buffagni, che lancia un appello: «Non è troppo tardi, si può ancora modificare il provvedimento ed estendere l’area». l© RIPRODUZIONE RISERVATA

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