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Il traguardo

Cent’anni per la maestra Paola Rinaldi, una vita al servizio della scuola reggiana

Mattia Amaduzzi
Cent’anni per la maestra Paola Rinaldi,  una vita al servizio della scuola reggiana

Reggio Emilia, ha iniziato all’Istituto per Ciechi per poi insegnare in tutta la provincia

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Reggio Emilia Oggi (2 agosto) la maestra Paola Rinaldi compie cent’anni. Un traguardo importante che festeggerà come desidera, con un pranzo in famiglia a base di tortellini, circondata dall’affetto dei suoi cari. Nata a Reggio Emilia il 2 agosto 1926, Rinaldi ha dedicato l’intera vita all’insegnamento.

I primi incarichi, nel dopoguerra, la portarono all’Istituto Garibaldi per Ciechi di Reggio Emilia, dove poté mettere a frutto la conoscenza del sistema Braille, e successivamente all’Orfanotrofio cittadino. Da lì prese avvio una lunga carriera nella scuola elementare che l’avrebbe portata in numerosi comuni della provincia, soprattutto nelle realtà montane. Dal 1957 insegnò a Sant’Ilario d’Enza; nel 1961 a Levizzano di Baiso; nel 1962 a Novellara; l’anno successivo tornò in montagna, a San Romano di Baiso. Dal 1965 fu a Ripa di Paullo, nel comune di Casina; nel 1968 arrivò a Ghiardo di Bibbiano e, dal 1972 fino al pensionamento, prestò servizio nella scuola di Cavazzoli.

«Erano anni molto diversi da quelli di oggi - racconta il figlio Franco Nironi -. Le piccole comunità dell’Appennino disponevano spesso di scuole elementari pluriclassi e raggiungere le sedi di servizio non era semplice». La maestra ricorda ancora i lunghi tragitti affrontati con un vecchio ciclomotore a ruote piccole, che nelle salite richiedeva più pedalate dell’aiuto del motore. Durante gli inverni più rigidi, quando la neve impediva alla corriera di arrivare nei borghi, l’ultimo tratto verso la scuola si percorreva inevitabilmente a piedi. «Sono ricordi che racconta ancora oggi con sorprendente precisione e lucidità - continua -. Una memoria che conserva volti, luoghi e vicende di decenni trascorsi dietro la cattedra, al servizio di intere comunità».

Anche dopo il pensionamento non ha mai interrotto il rapporto con lo studio e con gli studenti. Per molti anni ha continuato a impartire lezioni private di matematica, materia approfondita negli studi universitari, aiutando ragazzi delle scuole superiori a superare difficoltà e preparare gli esami. Il legame costruito in una vita di insegnamento è rimasto intatto nel tempo. Ancora oggi molti dei suoi ex alunni, ormai nonni, vanno a trovarla per salutarla e trascorrere qualche ora in sua compagnia. Talvolta arrivano accompagnati dai figli e dai nipoti, in una sorta di passaggio di testimone tra generazioni che testimonia l’affetto e la riconoscenza per una maestra che ha lasciato un segno profondo nella vita di tante famiglie reggiane. l© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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