La sfida di Bruno Ferrari, far nascere un vigneto nelle colline tra Toano e Monzone
La scommessa del manager: «Riporterò la vite in un luogo che oggi la viticoltura ha quasi dimenticato»
Da Toano a Milano, dai mercati finanziari ai calici di vino. È la storia di Bruno Ferrari, manager toanese che oggi vuole recuperare una tradizione vitivinicola antica dell’Appennino Reggiano, scommettendo su un territorio dove quasi nessuno ha mai osato investire. Nato e cresciuto a Toano, oggi vive e lavora a Milano, dove ricopre un importante ruolo manageriale all’interno della divisione Corporate & Investment Banking del gruppo Intesa Sanpaolo. Una carriera costruita senza però mai perdere il legame con le proprie radici appenniniche. Anzi, è proprio da quel legame che nasce uno dei progetti più affascinanti che sta sviluppando negli ultimi anni: l’idea di impiantare un vigneto di uve rosse e bianche nell’Appennino reggiano, nelle colline tra Toano, Monzone e Cerrè Marabino. Una sfida che potrebbe sembrare lontana dal mondo della finanza, ma che per lui rappresenta la naturale evoluzione di una passione coltivata per tutta la vita.
Le radici a Toano
La sua storia parte da una famiglia profondamente inserita nella comunità toanese. La madre, insegnante, e il padre, direttore didattico, gli hanno trasmesso il valore della cultura e dello studio. Figure molto conosciute in paese, così come i nonni, che hanno lasciato un segno importante nella memoria collettiva locale. In particolare il nonno Fernando, conosciuto da tutti come "Fernandino", storico commerciante che a partire dagli anni Trenta e Quaranta gestiva un’attività capace di vendere praticamente di tutto e che rappresentava un punto di riferimento per la comunità. Pur crescendo in un contesto sereno e protetto, già da ragazzo Bruno aveva capito che il suo futuro sarebbe andato oltre i confini del paese. Dopo il liceo a Sassuolo, sostenne il test di ammissione all’Università Cattolica di Milano, dove si laureò in Economia Aziendale. A questa seguirono un master in informatica e gestione delle reti e una lunga carriera nella consulenza e nel settore bancario. Dopo diverse esperienze professionali, da oltre 14 anni opera nel gruppo Intesa Sanpaolo, occupandosi di strategie e progetti internazionali. Oggi guida una struttura che lavora su scala globale e coordina un team di professionisti senior che presidiano l’intero territorio nazionale, quattro "Hub" e 10 filiali estere distribuite in tutto il mondo.
L’incontro con il vino
Se la finanza rappresenta la professione, il vino è senza dubbio la grande passione. Una passione che ha radici lontane. Suo nonno paterno era infatti commerciante di vini e possedeva un gusto particolarmente raffinato. Ma il momento decisivo arriva nel 2007, in occasione del suo trentasettesimo compleanno. Un amico gli regala una bottiglia di Guado al Tasso, uno tra i vini più iconici al mondo, della famiglia Antinori. Durante la degustazione rimane letteralmente folgorato. «Mi sono chiesto cosa ci fosse dietro quel bicchiere straordinario. Da quel momento ho deciso che dovevo capire tutto di quel mondo». La risposta è stata immediata: iscriversi al corso AIS, l’Associazione Italiana Sommelier. In poco più di un anno diventa sommelier professionista; nel 2009 ottiene la qualifica di degustatore e nel 2011 arriva l’abilitazione all’insegnamento. Da allora non si è più fermato. Oggi è relatore AIS, degustatore ufficiale, formatore negli istituti alberghieri e nelle scuole di specializzazione.
Nasce "il mio 45esimo"
Dopo quindici anni di studio e divulgazione arriva il desiderio di creare un vino che fosse realmente suo. La svolta arriva durante un evento organizzato a Milano insieme al Consorzio dell’Oltrepò Pavese. Lì incontra Aldo Della Valle della Cantina "Finigeto" e comprende che quello può essere il territorio ideale per trasformare il sogno in realtà. Nasce così il progetto "Il mio 45simo", nome ispirato al 45° parallelo Nord, la linea geografica che attraversa alcune delle più importanti zone viticole del mondo, da Bordeaux al Rodano, passando per l’Oregon, Austria, la Borgogna meridionale e l’area caucasica della Georgia. «Quel parallelo mi ha sempre affascinato. È una linea che unisce alcune delle terre più vocate del pianeta per la produzione del vino».
La nuova scommessa
Proprio il legame con l’Appennino sta alimentando il progetto più ambizioso. «L’idea è quella di realizzare un vigneto d’eccellenza, nel cuore dell’Appennino Reggiano, per riportare la vite in un territorio che la storia conosce ma che la viticoltura moderna ha quasi dimenticato». Le colline dell’Appennino Reggiano e la zona del comune di Toano hanno caratteristiche straordinarie: vigneti tra i 600 e 800 metri, forti escursioni termiche, suoli ricchi di arenarie, marne e flystch, colline fresche e ventilate. Sono queste, condizioni che oggi, con il cambiamento climatico, stanno diventando sempre più interessanti per la viticoltura di qualità. Peraltro la zona di Toano, Cerrè Marabino e Monzone non è mai stata estranea alla viticoltura. Oggi prevalgono boschi e pascoli, ma fino all’Ottocento e ai primi del Novecento l’economia era molto più diversificata e comprendeva anche piccoli vigneti familiari. Le fonti storiche del territorio confermano l’antichità degli insediamenti agricoli e dei borghi, creando un contesto compatibile con una viticoltura diffusa, anche se non specializzata. In base alla storia delle montagna reggiana e modenese è plausibile che fossero coltivati diversi vitigni autoctoni sia a bacca bianca come trebbiano modenese, Spergola (oggi riscoperta nel reggiano: Sgavetta, Lambrusco di Montericco, Lambrusco Maestri e Malbo gentile. Una sfida non semplice ma estremamente sfidante". Per questo il manager ha già avviato confronti con agronomi ed enologi per studiare la fattibilità del progetto. «Prima bisogna capire bene i terreni, il microclima e le varietà più adatte. Poi si potrà partire». Se il progetto andrà in porto, si tratterà di una novità assoluta per il territorio, con l’obiettivo di sperimentare nuove opportunità agricole e valorizzare ulteriormente l’Appennino reggiano.l© RIPRODUZIONE RISERVATA
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