Dalla Pietra di Bismantova al Tirreno a passo d’asino: l’impresa di 32 giovani e quattro guide
Centoventi chilometri in nove giorni. Un’avventura organizzata dall’Asineria di Reggio Emilia
Castelnovo Monti Dalla Pietra di Bismantova al mare di Marinella: 120 chilometri in nove giorni. È questa l’impresa, o per meglio dire l’avventura, compiuta da 32 ragazzi e ragazze e quattro asini guidati da Massimo Montanari assieme a quattro guide. Un viaggio impegnativo, ma anche affascinante. «Nove giorni di cammino a 60 anni non è male – ha rimarcato con soddisfazione Massimo Montanari dell’asineria didattica – sono soddisfatto e orgoglioso. È il mio 31esimo viaggio o forse qualcuno in più, non ricordo bene anche se ogni volta è sempre come se fosse la prima perché attraversiamo luoghi che appartengono alla nostra storia».
Una comitiva che ha seguito il percorso storico degli antichi tratturi, attraversando vecchi borghi dove sostavano i pastori per raggiungere la spiaggia di Marinella. Il viaggio dei ragazzi in cammino è organizzato dall’Asineria di Reggio Emilia, una realtà presente nel nostro territorio che si occupa di promuovere una forma di turismo lento con attività a contatto con la natura e che coinvolge animali, ragazzi e ragazze accompagnati da uno staff competente in una esperienza particolarmente formativa. «È stato un viaggio a piedi dall’Appennino al mar Tirreno – racconta Montanari –. Siamo partiti sabato 25 luglio da Castelnovo Monti ai piedi della Pietra di Bismantova e in nove giorni, suddivisi in altrettante tappe, siamo arrivati a Marinella di Sarzana, sul mar Tirreno. Abbiamo camminato a piedi attraverso le valli e i sentieri dell’Appennino reggiano seguendo la dorsale che dalla Pietra di Bismantova salendo a Cervarezza, Montemiscoso, Pratizzano porta a Vallisnera per poi raggiungere il Passo del Cerreto da dove si apre la discesa verso i borghi della Lunigiana, lungo le valli del Rosaro e del Taverone. Abbiamo proseguito per Comano e Licciana Nardi e poi lungo il fiume Magra fino a raggiungere l’antica città di Sarzana e Marinella».
Una carovana lenta, ma vivace. «Gli asini portano le tende, le attrezzature e il cibo – racconta Montanari – mentre i ragazzi hanno un equipaggiamento leggero. Nel gruppo ci sono tanti reggiani della Provincia ma anche ragazzi che arrivano da Roma, Brescia, Venezia e Modena. Montiamo le tende vicino alle strutture che ci ospitano, alcuni sono rifugi, ristoranti o agriturismi. In un paese della Lunigiana siamo stati ospiti della Pro Loco che ci ha dedicato anche una festa». Sono nove giorni e nove notti di una splendida ma anche impegnativa avventura di giovani immersi nella natura, chiamati a condividere con gli asini un percorso che passa dalle verdi valli dell’Appennino al mare azzurro delle spiagge sarzanesi.
«L’esperienza del camminare – aggiunge Massimo – è una crescita quotidiana che porta i ragazzi soprattutto adolescenti a vivere una esperienza formativa che aiuta ad accrescere l’autostima e la capacità di affrontare le insidie, i disguidi e gli imprevisti che la vita spesso ci mette davanti. Camminare con gli asini porta a godersi la natura in modo profondo, perché l’asino sa che fermarsi è un modo per assaporare il paesaggio; loro sono i nostri fedeli compagni di viaggio e la loro simpatia e imprevedibilità sa dare al viaggio quel gusto dell’avventura sempre accattivante. Gli asini sono un aiuto eccellente nel camminare perché imprimono un lento andare gustoso e ricco di sorrisi». Un viaggio che porta con sé anche un senso di appartenenza sportivo. «Nel gruppo ci sono molti ragazzi e ragazze tifose e abbonati alla Reggiana – rimarca Montanari – che si sono portati appresso la bandiera granata e non hanno perso occasione per sventolarla in tutti i luoghi che abbiamo attraversato. È un modo per sentirsi vicini alle nostre radici e alla passione che ci anima». © RIPRODUZIONE RISERVATA
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