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Il lutto

Fabbrico piange Mirco Mascello: addio al “Tosco”: il gigante buono del calcio

Mauro Pinotti
Fabbrico piange Mirco Mascello: addio al “Tosco”: il gigante buono del calcio

Aveva 68 anni, ed era il dirigente della società dilettantistica

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Fabbrico Asd Fabbrico è in lutto: la comunità calcistica e l’intero paese piangono la morte di Mirco Carmine Mascello, per tutti il “Tosco”, essendo di origine toscana, di Prato. Il decesso è avvenuto ieri mattina (2 agosto) all’ospedale di Guastalla, dove era ricoverato a causa dell’aggravarsi di una grave malattia scoperta poco più di un mese fa. Aveva 68 anni.

Una notizia che ha scosso profondamente dirigenti, calciatori, volontari e cittadini, oltre all’amministrazione comunale, che ha espresso il proprio cordoglio. Mascello era come un gigante buono, una presenza rassicurante, generosa, sempre pronta a dare una mano. La società asd Fabbrico Calcio ha diffuso una nota, ricordandolo come un dirigente appassionato, un membro prezioso del consiglio direttivo e un uomo capace di unire, sostenere, costruire relazioni. La sua scomparsa lascia un vuoto che non riguarda solo il mondo del calcio, ma l’intera comunità fabbricese. I funerali dovrebbero esserci domani (4 agosto): si attende la conferma.

«Siamo profondamente addolorati nel comunicare la notizia della scomparsa di Mirco Carmine Mascello, detto il Tosco – scrive la società –. La sua forza e gentilezza saranno ricordate a lungo da tutti coloro che l’hanno conosciuto. Un ultimo saluto e un ringraziamento per tutto ciò che ha fatto per il Fabbrico Calcio. Riposa in pace, Mirco». Parole che raccontano un uomo che non si limitava a ricoprire un ruolo, ma che viveva la società come una famiglia. Sempre presente, sempre disponibile, sempre pronto a sostenere i ragazzi, gli allenatori, i dirigenti. Una figura che, nel tempo, era diventata un punto di riferimento. Mascello era schietto, generoso, sorridente, capace di farsi voler bene da tutti. Non c’era allenamento, partita o iniziativa in cui non si rendesse utile. La sua presenza era un simbolo di appartenenza, di dedizione, di amore per il calcio e per la comunità.

Il soprannome “Tosco” lo accompagnava da sempre, ma negli ultimi anni era stato soprattutto “il gigante buono”, come lo chiamavano i ragazzi della squadra. Una definizione che oggi risuona ancora più forte. L’amministrazione comunale ha espresso vicinanza alla famiglia, ricordandolo come un cittadino esemplare, impegnato, rispettato e profondamente legato al territorio. Anche molti ex giocatori e dirigenti hanno voluto dedicargli un pensiero. La scomparsa di Mirco Mascello arriva come un colpo improvviso, a poche settimane dalla scoperta della malattia. Ma ciò che lascia dietro di sé è un’eredità fatta di valori: rispetto, disponibilità, passione, comunità. Valori che continueranno a vivere nel Fabbrico Calcio e in chi ha avuto la fortuna di conoscerlo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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