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Due spaccate in 24 ore ai bar della stessa imprenditrice: «Così non si può più lavorare»

Mauro Pinotti
Due spaccate in 24 ore ai bar della stessa imprenditrice: «Così non si può più lavorare»

Devastato e derubato il Pit Stop dell’area di servizio di Guastalla. La titolare è la stessa del Sara Caffè, svaligiato la notte prima a Luzzara

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Guastalla Due spaccate in 24 ore, entrambe ai danni della stessa imprenditrice e sempre in aree di servizio lungo la Variante Cispadana. A sole 24 ore dalla spaccata che aveva colpito il "Sara Caffè" a Luzzara, nella notte tra sabato e domenica, un nuovo episodio si è verificato tra domenica e ieri. Una sequenza inquietante, quasi fotocopiata nelle modalità, che sta mettendo in ginocchio la titolare, Maurizia Cantadori, già provata da una lunga serie di furti. Questa volta nel mirino è finito il Bar Pit Stop, situato nell’area di servizio Cimoil a Guastalla.

Il ladro ha agito con brutalità: ha divelto un tombino dalla strada e lo ha scagliato contro la porta d’ingresso, mandando in frantumi la vetrata e penetrando nel locale. Una volta dentro, ha arraffato il fondo cassa, alcune centinaia di euro, e si è dileguato in meno di un minuto, prima dell’arrivo dei carabinieri. L’allarme è scattato alle 2.19, attivato dal sistema anti-intrusione. Cantadori, avvisata dal segnale, ha immediatamente contattato il 112, mentre dalle telecamere interne vedeva chiaramente una figura travisata muoversi nel suo bar. In pochi minuti è arrivata una pattuglia del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Guastalla, che ha constatato i danni: la porta sfondata, il tombino in ghisa, il bancone rovistato, il fondo cassa sparito.

La scena era quasi identica a quella del giorno precedente al distributore, quando il Sara Caffè, l’altro locale di proprietà della stessa titolare, era stato nuovamente colpito. Un bar che, negli ultimi anni, ha già subito una decina di furti, sempre con danni ingenti e sempre con la stessa sensazione di impotenza. Ed è proprio la titolare, Cantadori, a lasciarsi andare a uno sfogo amaro e carico di rabbia: «È assurdo. Si lavora tanto, si investe, si tengono aperti i locali anche quando è difficile... e poi ci si ritrova queste brutte sorprese. Rubano, spaccano tutto. A volte i danni superano l’entità del furto. Non è possibile andare avanti così». Parole che raccontano non solo la frustrazione, ma anche la stanchezza di chi, da anni, combatte contro una microcriminalità sempre più aggressiva. I carabinieri hanno avviato le indagini per identificare il responsabile, analizzando le immagini della videosorveglianza e verificando eventuali collegamenti con altri episodi simili avvenuti nella zona.

Intanto, Cantadori resta con due locali danneggiati, una porta sfondata, razzìa di sigarette, due fondi cassa svuotati e una domanda che pesa più di tutto «Ma chi ce lo fa fare? Così non si può più lavorare». A questo si aggiunge la crescente preoccupazione della titolare che teme una nuova escalation di colpi notturni. Le modalità ripetute e ravvicinate fanno pensare a un singolo autore che conosce bene i tempi di intervento e le vulnerabilità dei locali. l© RIPRODUZIONE RISERVATA

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