Nubifragio a Poviglio, danni per quasi 10 milioni: «Ma il bilancio è ancora parziale»
E’ questa la prima stima dei danni provocata dalla perturbazione dello scorso 15 luglio. Il sindaco Ferrari: «Servirà una gestione oculata delle risorse, già sostenute spese rilevanti»
Poviglio È di una decina di milioni di euro, soltanto nel territorio di Poviglio, la stima dei danni del nubifragio del 15 luglio scorso. Il bilancio, effettuato in seguito alla ricognizione richiesta dall’Agenzia Regionale di Protezione Civile, offre un quadro ancora parziale: non sono stati infatti conteggiati tutti i danni alle abitazioni private, ai beni mobili dei cittadini e ai mezzi di produzione agricola. Il bilancio complessivo, dunque, sarà ancora più amaro.
Poviglio si sta lentamente riprendendo da quelle ore di paura e devastazione, che hanno fatto volare tetti, scoperchiato abitazioni e condomini, distrutto macchine e provocato disagi ad una comunità intera. Mentre la Regione Emilia-Romagna ha dichiarato lo stato di crisi per gli eventi di maltempo che hanno interessato il territorio regionale nel mese di luglio, è proprio il sindaco di Poviglio, Filippo Ferrari, a fare il punto della situazione.
Sindaco, qual è oggi il quadro dei danni?
«La ricognizione effettuata evidenzia danni per svariati milioni di euro, ma inferiori ai 10 milioni. Si tratta però di una fotografia ancora parziale, perché i tempi della ricognizione richiesta dall’Agenzia regionale di Protezione civile sono stati molto stretti e non comprendono tutti i danni ai beni privati, ai mezzi di trasporto e alle produzioni agricole. In questi giorni abbiamo comunque raccolto ulteriori segnalazioni dai cittadini per avere un quadro il più possibile completo. Ora attendiamo risposte: speriamo che i risarcimenti delle assicurazioni e i ristori possano aiutarci a uscire da una situazione di forte difficoltà».
Il Comune chiederà il riconoscimento dello stato di calamità?
«No. È importante chiarire questo aspetto: non è il Comune a dover presentare una richiesta di stato di calamità. Noi abbiamo svolto la ricognizione richiesta dall’Agenzia regionale di Protezione civile: saranno poi gli enti sovraordinati, Regione e Stato, sulla base dei dati raccolti, a valutare gli eventuali provvedimenti. Parallelamente abbiamo avviato interlocuzioni istituzionali per rappresentare la gravità della situazione e auspichiamo che possano arrivare ristori in grado di coprire almeno una parte dei danni».
Come sono stati gestiti i giorni dell’emergenza?
«Abbiamo attivato immediatamente il Centro operativo comunale. Personale del Comune, polizia locale, Protezione civile, vigili del fuoco, carabinieri, E-Distribuzione e Sabar hanno lavorato senza sosta. Un aiuto fondamentale è arrivato anche dai gruppi di Protezione civile di Nubilaria, Bentivoglio e Reggiolo. La risposta della macchina dei soccorsi è stata rapida e coordinata. Anche i cittadini povigliesi hanno dato dimostrazione di grande senso di comunità e solidarietà, ci tengo a ringraziare tutti coloro che hanno prestato il loro tempo e la loro forza per aiutare il prossimo. Il giorno dell’emergenza e i giorni successivi non abbiamo rilasciato dichiarazioni perché eravamo tutti impegnati, giorno e notte, per cercare di risolvere il problema. Ora che abbiamo un quadro complessivo possiamo parlare: prima abbiamo preferito fare fatti».
Il Grattacielo è stato uno dei casi più delicati...
«Sì. La messa in sicurezza dell’edificio ha comportato la chiusura della piazza e delle vie limitrofe, ma grazie al lavoro svolto insieme all’amministrazione del condominio e ai tecnici incaricati siamo riusciti a riaprire tutto il 25 luglio. In appena dieci giorni la situazione è tornata alla normalità: il mercato è saltato soltanto una volta, le funzioni religiose sono riprese regolarmente, così come l’attività del bar dell’oratorio e del centro estivo».
Restano però situazioni ancora aperte.
«Il caso più impegnativo è quello del cimitero del capoluogo, che resta chiuso. I danni sono molto ingenti: il vento ha abbattuto alberi, scoperchiato le arcate dei loculi e danneggiato tombe e cappelle. I lavori di messa in sicurezza sono ancora in corso e non ci sono ancora le condizioni per consentire l’accesso in sicurezza, ma confidiamo di poter riaprire in tempi brevi. Anche il cimitero di Enzola, il campo da baseball di via Gruara, dove il maltempo ha abbattuto le recinzioni esterne e diverse alberature, sono ancora inagibili».
L’emergenza rischia di rallentare gli investimenti del Comune?
«No. Servirà certamente molta prudenza nella gestione delle risorse, perché abbiamo già sostenuto spese rilevanti e dobbiamo gestire un piano di rientro sul bilancio, ma non abbiamo rinviato alcun intervento programmato che dovrà essere sostenuto dal Comune. Ora tutte le risorse devono essere stanziate per il ripristino e la messa in sicurezza. Ogni situazione è costantemente presidiata e monitorata».
In questa grave situazione di emergenza, qualcosa di positivo c’è stato?
«L’immagine più bella è quella di una comunità che ha saputo autosostenersi. Tantissimi cittadini si sono messi spontaneamente a disposizione per eliminare le situazioni di pericolo e aiutare chi si trovava in difficoltà. Penso anche a quanto è accaduto in via Pessina, dove tutti hanno lavorato con grande impegno per ripristinare la normalità. È stata una dimostrazione di responsabilità e di grande voglia di reagire che rende orgogliosi della nostra comunità». l© RIPRODUZIONE RISERVATA
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