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Il lutto

E’ morto Francesco Guccini. L’ultimo incontro a Reggio Emilia a maggio. Ligabue: «Ti ho voluto e ti voglio davvero bene»

E’ morto Francesco Guccini. L’ultimo incontro a Reggio Emilia a maggio. Ligabue: «Ti ho voluto e ti voglio davvero bene»

L’annuncio della famiglia, il cantautore aveva 86 anni

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Reggio Emilia E’ morto il cantautore Francesco Guccini. «Questa mattina, a Pavana, circondato dall'affetto della moglie Raffaella, della figlia Teresa e dei familiari si è spento, a 86 anni, Francesco Guccini. Nel rispetto delle sue volontà, le esequie si svolgeranno nei prossimi giorni e in forma strettamente privata». E' quanto rende noto la famiglia del cantautore che, «nel chiedere che questo momento di dolore possa essere vissuto nella più stretta intimità, ringrazia anticipatamente tutti coloro che si uniranno al suo lutto con affetto, discrezione e rispetto. Per permettere, a chi lo ha amato, di ricordarlo e di salutarlo, verrà organizzata una cerimonia commemorativa nel mese di settembre». Tanti i messaggi di cordoglio e omaggio in queste ore. Anche Luciano Ligabue con un post sui suoi social e una foto che li ritrae insieme lo ricorda: «Ti ho ammirato e ti ammiro sconfinatamente, ma ancora di più ti ho voluto e ti voglio davvero bene».

L’incontro a Reggio Emilia
L'ultima visita di Francesco Guccini a Reggio Emilia risale al maggio scorso, quando il cantautore raggiunse a sorpresa lo Spazio Gerra per visitare la mostra “Canterò soltanto il tempo”, dedicata alla sua vita e alla sua opera. Dopo diciotto mesi lontano dalle uscite pubbliche, si raccontò davanti a una sala gremita ai Chiostri di San Pietro, alternando ricordi, ironia e riflessioni con la naturalezza del grande narratore che è sempre stato. Fu un ritorno accolto con grande affetto dal pubblico reggiano, che oggi assume il valore di un ultimo saluto.

La mostra

Dal 18 aprile al 18 ottobre 2026, lo Spazio Gerra ospita la mostra “Francesco Guccini. Canterò soltanto il tempo”, un progetto espositivo dedicato a uno dei più importanti protagonisti della canzone d’autore italiana. Il progetto, che prende il titolo dal verso “Canterò soltanto il tempo” del brano “Il tema” (1970), riassume uno dei nuclei della poetica di Francesco Guccini: il rapporto tra parola, memoria e lo scorrere del tempo. La mostra è nata da una serie di incontri realizzati nell’arco di due anni con Francesco Guccini, durante i quali l’artista ha condiviso ricordi, riflessioni e aneddoti legati alla propria produzione musicale e letteraria.



Il ricordo del sindaco

«La notizia della scomparsa di Francesco Guccini, poche settimane dopo averlo incontrato a Reggio Emilia in occasione di una visita alla mostra a lui dedicata dallo Spazio Gerra, lascia profondo dolore – scrive il sindaco di Reggio Emilia Marco Massari -. Per la mia generazione è stato il maestro che ha saputo leggere e interpretare il nostro tempo e il nostro mondo». «Ho ancora negli occhi la sua commozione nel visitare la mostra che ne raccontava la produzione artistica, le umili origini, la vita e le opere, quel filo rosso che lo ha sempre legato alla nostra terra, quella via Emilia che - con ironia e straordinario gusto per la simbologia - aveva contrapposto al sognato west dei film americani. Non posso nemmeno dimenticare la visita nella sua Pavana, alcuni mesi fa in preparazione della mostra – confida -. In quella occasione ho conosciuto quella straordinaria umanità che ne faceva un ospite accogliente, insieme a Raffaella e a tutti gli amici di una vita. Fu un autentico privilegio». «Di Francesco resterà un’impronta indelebile, soprattutto nei luoghi che ha vissuto e cantato. Tra essi anche la nostra città, dove tra l’altro ha ricevuto una laurea ad honorem in Scienze della Formazione Primaria nel 2002. Resta la gratitudine che dobbiamo a lui e a Raffaella per averci concesso di essere testimoni di una storia tanto importante, fatta di parole bellissime, a tratti tenere e a tratti dure, capaci di far sognare e di far riflettere, destinate ad essere un testamento da conservare con rispetto e amore. Restano soprattutto quelle parole, tante e splendide, da custodire, da rileggere, da riascoltare. Grazie di tutto Francesco».

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